Il metodo di propagazione per talea è molto facile e sicuro. Il metodo di moltiplicazione per talea o sashiki è molto più veloce di quello per seme e possiede inoltre i vantaggi di rendere utilizzabili i rami potati dagli altri bonsai per creare nuove piantine, e quello di formare soggetti che mantengono fedelmente le caratteristiche della pianta madre, cosa questa che non avviene sempre per la riproduzione da seme.

Esistono quattro categorie di talee:

1) ha-zashi, che è la talea di foglia 2) shinme-zashi o talea di germoglio 3) eda-zashi o talea di ramo 4) ne-zashi, che è la talea di radici.

Le talee si dividono in legnose e semi legnose. Le talee legnose vengono prelevate dal legno che raggiunto la piena maturità o, a volte, dal legno vecchio di anni. Le talee semi legnose provengono dalla crescita di un anno. In linea di massima, si prelevano le talee legnose in autunno e per tutto l'inverno; quelle semi legnose verso la fine di primavera e l'inizio dell'estate, perché devono provenire dalla crescita nuova. Tuttavia, bonsaisti entusiasti hanno ottenuto notevoli successi impiegando materiale tagliato, pur di non gettarlo via.

Molti tipi di piante possono essere ottenuti per talea, anche il cedro giapponese, ma soprattutto abeti, ginepri, cipressi, aceri, azalee, cotoneaster, melograni, gelsomini, olivi, olmi, salici, zelkova. Numerose talee, come, per esempio, quelle di salice e di zelkova, emettono le radici molto facilmente, basta semplicemente immergerle in acqua. Si possono, in teoria, fare talee in ogni periodo dell'anno, ma risultano migliori quando i germogli dell'anno in corso sono sufficientemente maturi per sopportare tale processo. In linea di massima, le talee di piante a foglie decidue dovrebbero essere prese all'inizio dell'estate, quando non sono eccessivamente indurite. Il tempo necessario per la loro radicazione varia a seconda della specie e del clima, comunque quelle verdi o erbacee impiegano meno tempo, ma necessitano di un certo calore e di maggiori cure, mentre quelle legnose radicano più lentamente, ma sono più resistenti. Le talee di conifere non sono facili da realizzare perché stentano a radicare, richiedono molta umidità ambientale, luce e ormoni, facilmente reperibili in commercio; fra i sempreverdi il più facile da riprodurre per talea è il ginepro. Per una buona talea i rami da scegliere devono essere maturi, avere cioè da uno a tre anni di età, devono essere robusti, sani e non rovinati dagli insetti. Una polvere o un liquido radicante a base di ormoni è sempre molto utile perché stimola un precoce sviluppo delle radici; le modalità d'impiego di questi prodotti variano a seconda del tipo scelto, ma tutti contengono sempre istruzioni ben dettagliate alle quali attenersi. Una volta raccolti i rametti, si pongono in piccole serre sotto vetro e già nella primavera successiva si dovrebbero avere le piantine. La lunghezza delle talee di latifoglie dovrebbe essere tale da contenere almeno da quattro a sei paia di foglie, quindi da 4 a 10 centimetri, a seconda della specie e della distanza esistente fra le foglie stesse. Il taglio della talea va eseguito con cesoie, o con una lama affilata, subito sotto l'attaccatura di un picciolo sul fusto, le talee legnose dovrebbero avere anche il "tallone", che è un pezzo del ramo originario lasciato attaccato alla base. Si eliminano poi la parte tenera della cima e le foglie nel tratto che deve essere interrato, si fa quindi il trattamento radicante e si mettono i rametti nei contenitori, che possono essere di qualsiasi tipo, purché forniti di fori di drenaggio, riempiti con sabbia piuttosto grossa, che deve essere naturalmente di fiume oppure lavata, perché la sabbia di mare, contenendo sale, li farebbe irrimediabilmente morire. La sabbia favorisce l'emissione delle radici, ma non contiene elementi nutritivi sufficienti alla vita delle piantine, per cui non appena le talee avranno attecchito sarà necessario rinvasarle. I contenitori possono essere riempiti anche con una miscela di torba e sabbia in proporzioni uguali, in questo caso le talee possono rimanervi più a lungo. Una volta riempito il contenitore con il substrato prescelto, che deve essere pressato con delicatezza, si praticano dei fori e vi si inseriscono le talee ben spaziate fra loro per una profondità di qualche centimetro, si preme la terra intorno alla base perché rimangano ferme, e si annaffia con un getto molto sottile. Per evitare il rischio della eccessiva traspirazione, si può mettere un pezzo di plastica trasparente al di sopra del vaso, fissandola al bordo di questo, dei bastoncini di legno saranno più che sufficienti per tenerla staccata dalle talee. Questo procedimento è un tentativo di riproduzione dell'ambiente ideale per far radicare le talee: una serra con alta percentuale di umidità. Come per tutti gli altri sistemi di moltiplicazione delle piante, l'esposizione migliore dei contenitori di talee dovrebbe essere riparata dal vento, lontana dai raggi diretti del sole e con una temperatura quanto più è possibile costante. E' importante ricordare che le talee hanno molto bisogno di umidità e per questo controllare spesso il livello di umidità anche del substrato, che, specie nel caso della sabbia, deve essere bagnato spesso per rimanere sempre morbido e umido. Appena sono spuntate le radici, evento questo riconoscibile dall' emissione di nuovi germogli, si può cominciare a sollevare la plastica, prima per poche ore e poi gradatamente sempre più a lungo, così che le piantine abbiano modo di abituarsi un po' alla volta al mutamento, senza bruschi sbalzi di clima e di temperatura. Quando l'apparato radicale ha raggiunto un buon sviluppo si può procedere a un primo trapianto in vasi singoli, dopo il quale, come si è più volte ripetuto, le piante andranno tenute al riparo per un periodo congruo, che di solito si aggira, per una completa ripresa intorno alle tre-quattro settimane, trascorse le quali sarà possibile esporre gradualmente i vasetti al sole, evitando però che sia troppo forte e violento. I fertilizzanti vanno usati solo dal momento in cui le radici sono sufficientemente forti da sopportarli,; le dosi saranno sempre molto ridotte, in special modo all'inizio. Durante l'inverno si abbia cura di proteggere le piantine dalle intemperie e soprattutto dal gelo. Le talee legnose, essendo molto più forti e resistenti di quelle erbacee, possono essere piantate anche direttamente all'aperto e in piena luce, il che permette una migliore fotosintesi, ma devono sempre essere protette dal sole vivo. Il trattamento bonsai può essere iniziato sulle talee già dopo uno o al massimo due anni, dipenderà solo dalla specie e dalla velocità di sviluppo delle radici.

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