Il rinvaso costituisce indubbiamente un momento importante nella vita di una pianta perché da esse dipendono, in buona parte, le sue condizioni di salute. Chi ha pratica di giardinaggio sa che tutte le piante in vaso devono essere periodicamente rinvasate. Mentre normalmente sostituiamo il contenitore con uno più grande, aggiungendo del terriccio, nel bonsai questo avviene raramente perché la medesima pianta può vivere a lungo nello stesso vaso. Il rinvaso è indispensabile, perché vivendo in un vaso di piccole dimensioni il nutrimento si esaurisce presto, anche nonostante le concimazioni. A tutti i bonsaisti inesperti consiglio di rinvasare o far rinvasare ogni nuovo bonsai il prima possibile, tempi concedendo. La maggior parte dei bonsai di importazione, per sopportare i lunghi viaggi e tempi di trasferimento, vengono in genere invasati con un terriccio di sola, o quasi, argilla che permette alla pianta di conservare l'acqua e l'umidità necessaria per lungo tempo, ma proprio a causa della mancanza di drenaggio, la costante umidità brucia col tempo le radici, uccidendo la pianta anche se questa non lo dimostri nel tempo.

Anche per il rinvaso è difficile proporre regole generali. Per prima cosa occorre estrarre il bonsai con il panetto di terra dal vaso, quindi pulire a fondo il vaso dalla terra vecchia, anche per disinfettarlo. Con particolari cautele si devono districare le radici eliminando tutta la terra vecchia e lavarle a fondo, lasciando immersa in una bacinella con acqua e magari ormoni radicanti la pianta con le radici pulite. Ci limiteremo, infatti a togliere le radici che troveremo decorrenti lungo il bordo e sul fondo del vaso. Se la massa radicale sarà ben sviluppata, questa sarà l'occasione opportuna per accorciare ulteriormente il fittone e le grosse radici laterali, non dimenticando di stendere, sulle ferite, del mastice cicatrizzante.

Prepareremo il vaso fissando le retine ai fori di drenaggio e facendo passare fra questi un filo che assicuri la stabilità della pianta nella posizione desiderata. Una pianta, se non è fissata saldamente, rischia di morire. Per maggiori informazioni sulla preparazione del vaso si rimanda alla sezione apposita sui Vasi. Provvederemo al drenaggio utilizzando del materiale a grana grossa, su cui stenderemo un sottile strato di terriccio. A questo punto posizioneremo la pianta, facendo attenzione che la base delle radici ben aderisca al terreno (radici lasciate alla diretta esposizione dell'aria, quindi senza terriccio rischiano di essere attaccate da funghi o altri parassiti). Stringeremo delicatamente il filo e riempiremo con cura tutto lo spazio fra le radici e il vaso. Se queste si presentano frastagliate, useremo un bastoncino e con un movimento dall'alto in basso, provvederemo a far penetrare il nuovo terriccio ben asciutto nelle cavità, pressandolo poi con le mani per concludere l'operazione; talvolta la pianta risulterà ben stabile nel vaso anche senza l'ausilio dei fili. Dopo il rinvaso annaffieremo abbondantemente, usando tutte le possibili cautele.

Nel caso dei sempreverdi come abeti, pini, cipressi, ginepri NON pulire completamente le radici, ma lasciare intatto una abbondante percentuale del pane originale.

Con le conifere va solitamente effettuato ogni due-tre anni; con caducifoglie e i sempreverdi ogni anno o due. Un'osservazione abbastanza precisa da costituire buona norma è quella di seguire lo sviluppo delle foglie nell'arco dell'anno: tanto esso sarà copioso e vivace durante la stagione vegetativa quanto più sarà abbondante lo sviluppo di radici.

Caducifoglie (Melo, Pero, Albicocco, Pesco, Ciliegio, etc..) Dalla caduta delle foglie a 15/20 gg. prima della fioritura; per evitare il pericolo delle gelate sul terreno smosso, l'ideale è arrivare quanto più possibile vicino al termine destro di suddetto periodo (momento di risveglio dell'apparato radicale). (Gennaio/primi di Febbraio)

Altre Caducifoglie (Acer, Zelkova, Ulmus, Carpinus, Punica, Celtis, Ginkgo, Quercus, Cotoneaster, Larix, etc..) Dalla caduta delle foglie a 15/20 gg. prima della ripresa vegetativa; anche in questo caso, più ci avviciniamo al limite destro di questo periodo, tanto meglio è. Considerata la difficoltà di prevedere la ripresa si può prendere per buono il momento della apertura delle gemme.

Latifoglie sempreverdi (Cotoneaster, Pyracantha, Quercus, Ilex, etc..) Il momento ideale è 15/20 gg. prima della ripresa vegetativa, nella pratica si può prendere per buona la fase in cui la pianta alla fine dell'inverno, perde velocemente le foglie vecchie, prima di formare foglie e fiori nuovi.

Conifere sempreverdi (Cedrus, Taxus, Juniperus, Chamaecyparis, Cripto-meris, Pinus parviflora, etc..) Anticipare di poco la ripresa vegetativa. Se considerate l'ordine descritto a sinistra, si comincia con il Cedro a metà Marzo, e si finisce con il Pino a fine Aprile.

Piante di origine sub-tropicale (Ulmus parvifolia, Sageretia, Carmona, Murraya, Serissa, Ficus, etc..) In occasione della seconda potatura primaverile. Sempre secondo l'ordine qui a sinistra, si comincia con l'Olmo cinese ai primi di Aprile, per finire con i Ficus a fine Maggio/primi di Giugno; se tenute in casa durante l'inverno, dovremo spostare in avanti i termini di circa venti giorni.

Altre piante acidofile (Rododendri, Camelie, Azalee, Gardenie, etc..) Dopo la fioritura.

Fagus Subito dopo l'ingiallimento delle foglie in autunno. (fine Novembre/primi di Dicembre)

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