Un bonsai non può intendersi senza il suo complemento essenziale: il vaso. I vasi sono sicuramente un elemento di fondamentale importanza nella presentazione del bonsai. Anche un albero bellissimo, se posizionato in un vaso inadatto, perderà buona parte della sua bellezza. Il vaso deve quindi essere proporzionato alla forma e dimensioni della pianta che deve accogliere, per formare con essa un insieme armonioso. HACHI [pronuncia haci] è il nome giapponese per identificare il vaso bonsai. La sensazione di armonia ricavata dall'osservazione di un bonsai deriva dalla pianta, dal vaso e da un contorno di accessori. Tutte le varie parti della composizione devono accordarsi tra loro ed insieme esaltare la bellezza del bonsai. Il vaso rappresenta il giusto complemento dell'albero, al quale si rapporta come la cornice ad un quadro.

Proprio come l'arte bonsai, l'arte vasaia è nata in Cina. Già dalle lontane origini, i vasai cinesi producevano vasi di una tale qualità che perfino le moderne tecnologie attuali non possono imitare in bellezza. Nell'epoca in cui il buddismo fu introdotto in Giappone (a partire dal 538 d.C.), i vasi cinesi furono anche oggetto di collezionismo. I vasi giapponesi, sebbene siano fabbricati a mano, sono fatti con uno stampo intero, il che significa che l'argilla è pressata sia sulla faccia esterna che in quella interna, affinché si adatti allo stampo su entrambe le facce. I cinesi impiegano solo lo stampo interno, però la faccia esterna si modella a mano, ottenendo così un'infinita varietà di forme, disegni e ornamenti. Questa differenza rende i vasi cinesi più pregiati. In Oriente il culto del vaso ha origini antichissime e la sua produzione è stata elevata al rango di arte; maestri vasai creavano pezzi unici di gran pregio che oggi sono esposti solo in mostre importanti, in occasione delle quali il bonsai è temporaneamente rinvasato per mostrarlo assieme a queste pregiate creazioni. Da Giappone, Cina, Corea, Taiwan, arrivano ancora vasi fatti a mano, taluni di pregevole fattura, affiancati però ad altri prodotti in serie che acquistano sempre più mercato in virtù del buon rapporto qualità/prezzo. In Europa negli ultimi anni si è diffusa sempre più la produzione di vasi per bonsai: molti artisti rinomati creano pezzi unici anche su ordinazione, che si allontanano dallo stile orientale, puntando sulla ricerca di forme, materiali e design innovativi.
L'argilla è il componente che origina le diverse categorie di vasi: terracotta, gres (o ceramica) e porcellana. La differenza risiede nelle capacità dei diversi materiali. La terracotta si cuoce tra i 950-1100°C, deve solo raggiungere il grado di durezza adeguato in quanto non può raggiungere il grado di vetrificazione. I contenitori di terracotta sono ideali per la coltivazione, cioè se la pianta deve rimanerci per pochi anni o nel caso richieda frequenti rinvasi. La porosità di questo materiale permette l'uscita d'acqua dai pori e che l'ossigeno penetri nella terra; secca rapidamente e per questo bisognerà innaffiare spesso in estate. Inconvenienti: fragilità e la necessità di trapiantare spesso l'albero per evitare la salinizzazione del substrato. I vasi di ceramica sono a loro volta suddivisi in smaltati e non smaltati (DEI). Il gres si cuoce tra 1100-1300°C, ed è un materiale che non è in grado di assorbire acqua. . Il gres è un materiale molto duro e non poroso, per cui si devono avere condizioni perfette di drenaggio affinché l'albero possa crescere sano. Questi vasi sono considerati ottimali per la coltivazione di bonsai. La porcellana si cuoce tra 1350-1400°C. La porcellana è completamente vetrifica quindi i vasi non sono porosi e non permettono il passaggio di aria ed acqua per le radici I contenitori in porcellana vengono usati raramente, poiché sono troppo decorati e distraggono la vista dell'insieme.
La prima cosa da considerare nella scelta del vaso è la forma dello stesso rispetto allo stile bonsai, l'aspetto della pianta e la sua varietà. Il vaso perciò è indispensabile per il completamente della pianta, la sua scelta deve essere accurata e conforme agli stili e alle varietà delle piante. Generalmente i vasi poco profondi vengono utilizzati per ottenere l'effetto "spazio", quindi le piante adatte sono quelle a tronco sottile, raggruppate a boschetto (stile Yoseue); mentre i vasi profondi armonizzano con piante massicce e basse. L'estensione dello spazio è ottenuta anche con piccoli vasi poco profondi e piante molto allungate (stile Bunjin o letterati). Comunque l'armonia non trova applicazioni rigorose per cui sta all'esperienza, che si acquisisce con il tempo, e al gusto estetico delle persone, individuare le forme ed i colori che più si avvicinano alle sensazioni provate o che si vogliono trasmettere. La scelta del giusto contenitore per un bonsai non è facile: è necessario che esso si armonizzi con l'albero, esaltandolo senza catturare l'attenzione. Al fine di creare tale armonia, è necessario rispettare alcune regole che stabiliscono gli abbinamenti possibili tra i vari stili ed i diversi modelli di vaso.

  • Vasi smaltati: sono solitamente a colori vivaci, in tinta unita oppure con decorazioni di paesaggi, floreali, di ideogrammi e così via. Sono adatti a latifoglie. Le colorazioni intense come i blu si abbinano bene a piante che in taluni periodi dell'anno presentano fiori e frutti dai colori vivaci (come il melo, il cotoneaster, il melograno) oppure foglie ramate, rossicce o giallo-arancio (come gli aceri ed i faggi nel periodo autunnale). Per le piante a foglie caduche o da fiore o da frutto, è meglio utilizzare vasi smaltati il cui colore armonizzi bene con quello della pianta stessa, quindi scegliere un vaso il cui colore sia se possibile, in contrasto con quello dei fiori o frutti. Andrebbero comunque posizionate in contenitori di colore blu o verde ad eccezione di quelle con fiori o frutti rossi per i quali si preferiscono vasi di colore bianco.
  • Vasi non smaltati: possono essere utilizzati per le conifere perché' il loro colore naturale ne esalta la bellezza e ne mette in risalto la forma, il colore e la maestosità dando all'osservatore un senso di serenità e tranquillità. I vasi non smaltati inoltre, dal punto di vista fisiologico sono i più adatti per le conifere. Eccezionalmente, per piante a foglie caduche molto vecchie o con tronco massiccio, si possono utilizzare vasi non smaltati. Altra regola è quella di utilizzare vasi dalle tonalità neutre del grigio, rosso o marrone per i sempreverdi mentre per gli alberi decidui sono da preferire i colori più vivaci come il bianco, il blu ed il verde.
  • Vasi in gres: presentano una vasta gamma di toni marrone, dal chiaro allo scuro e si adattano a conifere quali larici, tassi, ginepri, pini, così come ad alcune latifoglie quali gli olivi e le querce, soprattutto se di aspetto vetusto e forte.

Oltre all'estetica del bonsai terremo conto anche delle necessità fisiologiche dell'essenza. Molti alberi prosciugano l'umidità del terreno molto rapidamente, per cui hanno bisogno di un vaso più grande (salici, glicini, tamarindi). Altri hanno bisogno di un vaso tondo per poter produrre molti frutti (ciliegi, melograni, gardenie, camelie). Ad ogni modo questo è qualcosa di difficile da applicare esattamente, ed esso dipende molto dal clima in cui si vive, dalla specie, dalla sua età ed origine (un albero recuperato probabilmente ha bisogno di un vaso profondo e se la vostra zona è molto fredda o molto calda, necessiterà ugualmente di un contenitore profondo). Riguardo alla forma, vi è una scelta amplissima: linee forti rettangolari o quadrate con angoli netti, oppure arrotondati, tonde, ovali, esagonali, ottagonali, a fiore di loto; anche la profondità è variabile, andando dal vassoio al vaso profondo 20 o 30 cm. Esistono regole da seguire, relative alla scelta dello stile in cui è impostata la pianta. La lunghezza del vaso può essere determinato in due modi: se l'albero è più alto che largo il vaso sarà di 2/3 o 3/4 dell'altezza dell'albero; se l'albero è più largo che alto il vaso sarà di 2/3 o 3/4 della larghezza dell'albero. La profondità deve essere uguale al diametro della base del tronco. Per gli alberi a cascata, la profondità del vaso sarà uguale alla lunghezza dei rami in cascata.

  • Eretto formale, informale, inclinato: rettangolare piano, ovalizzato piano, rotondo o quadrato o ovale irregolare, esagonale od ottagonale; il vaso rettangolare è indicato per alberi di aspetto maschile con tronco di grosse dimensioni e caratteristiche di ramificazione forti. Quelli ovali o rotondi per piante di aspetto femminile con tronco sottile e ramificazione leggera ed elegante. Il nebari deve essere decentrato, spostato verso il lato del ramo più forte (in genere il primo).
  • Semicascata: tondo, quadrato, ottagonale, esagonale, semi-profondo tondo irregolare; profondo rotondo o quadrato.
  • Cascata: profondo, esagonale, ottagonale o quadrato piano, rettangolare o ovale semi-profondo.
  • Spazzato dal vento: di roccia, piano, forma libera, piano rettangolare o ovale piano tondo, quadrato, esagonale, ottagonale; se la direzione del tronco e dei rami lo fanno avvicinare al semi-cascata, sono indicati vasi profondi.
  • Bunjin-gi: piano tondo, piano libero piano ovale o diritto.
  • Doppio tronco: piano, ovale o rettangolare, lastra di roccia piano, tondo o quadrato.
  • Tronco multiplo: piano, quadrato, esagonale, ottagonale, lastra di roccia, piano rettangolare o ovale semi-profondo tondo, quadrato, esagonale.
  • Gruppo: piano ovale o rettangolare, libero, lastra di roccia.
  • Su roccia: piano ovale o rettangolare con o senza fori di drenaggio.

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