La salute dei nostri dei bonsai dipende dalla giusta ed equilibrata alchimia di fattori diversi.

La salute del bonsai dipende strettamente dal terriccio in cui vive. Ogni essenza necessità del suo particolare terriccio in base alle sue esigenze, si possono trovare le miscele generalmente indicate nelle Schede. Maggiori spiegazioni sull'importanza del terriccio e un buon composto sono consigliati nella pagina sull'Akadama. E' importante sapere che i bonsai di importazione da regioni lontane come Cina, Corea....per necessità di trasporto sono "confezionati" in un pane di argilla. L'argilla permette di trattenere acqua per i lunghi tempi di viaggio, trasferimento e sdoganamento, inoltre per ancorare stabilmente la pianta nel proprio vaso, ma non è adatta per una vita lunga e felice della pianta, in quanto per la sua compattezza non permette il giusto ricambio di ossigeno per le radici esponendole al pericolo di marciume.

 

L'annaffiatura regolare è un ingrediente essenziale. Un bonsai è un albero in miniatura e richiede più acqua della stesa essenza in natura. I piccoli organismi (batteri) che vivono nel terriccio in simbiosi con le radici del bonsai, scompongono il terriccio in sali minerali, che saranno assorbiti dalle radici solo se il terreno è umido, in quanto i minerali devono prima sciogliersi in acqua. Al contrario un eccesso d'acqua può far ammalare il bonsai, perché le radici hanno bisogno anche di respirare e scambiare ossigeno per vivere in salute. La quantità di acqua da dare a una pianta è condizionata da tanti fattori: grandezza del vaso, specie di essenza, clima e soprattutto terreno. Particolare attenzione è necessaria per chi vive in città. L'acqua contiene una quantità eccessiva di calcio e cloro e l'aria di anidride solforosa. Queste difficoltà possono essere superate lasciando decantare l'acqua per almeno 24 ore e lavando periodicamente le pagine inferiore e superiore delle foglie. La frequenza delle annaffiature deve essere tale da evitare di mantenere il terreno sempre bagnato o troppo a lungo asciutto. E' bene quindi annaffiare, quando la temperatura esterna dell'aria si avvicina a quella dell'acqua (la sera o il mattino presto in primavera o estate e nelle ore più calde durante l'inverno), quando il terreno è quasi del tutto asciutto.

 

E' la fonte energetica delle piante che opera come ingrediente fondamentale nella fotosintesi clorofilliana. Non tutte le piante hanno bisogno della stessa quantità di luce e non sempre luce significa esposizione diretta ai raggi solari. Considerando la fondamentale necessità di fornire alla pianta tutta la luce che necessità per vivere rigogliosamente, suggerisco alcuni canoni estetici che in quest'ottica manifestano reali necessità fisiologiche della pianta per una illuminazione efficiente:

  • i rami più bassi devono essere anche i più lunghi;
  • i rami successivi devono diminuire gradualmente verso l'apice;
  • i rami non devono trovarsi sovrapposti;
  • mai far partire un ramo dall'interno di un curva del tronco;
  • è necessario togliere i piccoli rami che si dipartono dall'intersezione dei rami con il tronco e dalla base dei rami.

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