Stile a zattera (Ikada)

Lo stile a zattera si caratterizza per il fatto che i rami partono da un unico tronco visibile, che vuole riprodurre un albero caduto sul terreno e dove dalla sua parte a contatto con lo stesso emette delle radici; i vecchi rami crescono verso l’alto e con il tempo diventano delle piante dando origine alla zattera; ciò può avvenire dove il terreno ed il clima favoriscono determinate essenze che sfruttano le più ridotte risorse nutritive localizzate nelle fessure delle rocce. Si utilizzano prevalentemente giovani piante da vivaio che presentano pochi rami su un lato. La pianta verrà collocata su un fianco interrando parzialmente il tronco. Con delle forbici si è soliti praticare delle incisioni orizzontali sulla corteccia al fine di stimolare l'emissione di radici; solo dopo essere sicuri che il tronco ha emesso delle radici tagliate il vecchio apparato radicale. I tronchi, disposti sulla stessa linea, formano un boschetto che trae origine da un solo tronco messo orizzontalmente e mantenuto in questa posizione nel vaso o in una “losa” (pietra piatta dei tetti di montagna).

Difficilmente esistono nella zattera punti di fuga e profondità, ma gli alberi (rami) che la formano non devono trovarsi sulla stessa linea, il tronco principale deve essere ondulato sul terreno, leggermente convesso, per poter rendere visibile ogni piede ed ogni curva. L’apparato aereo deve essere modellato e formare una sola chioma, che ricorda quella di una singola pianta, ma più spesso si discosta da questo schema e sfugge alle regole della triangolarità globale. E’ difficile che nella zattera i tronchi siano di dimensioni simili, ma la loro apparente età deve essere il più possibile uguale, la diversità di grandezza è naturale.

Questo stile si riscontra in natura su ginepri e arbusti, ma non mancano esempi su ontani o olmi. Le piante più adatte sono olmi, ficus e zelkove.

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