Stile a cascata (Ken-gai)

Questo stile è affascinante, ma la sua realizzazione richiede una certa conoscenza e padronanza delle tecniche bonsai. Nello stile kengai l'andamento del tronco e delle singolo branche segue determinate regole: il tronco viene piegato ad U capovolta quando l'alberello è giovane e abbastanza flessibile, in modo che il tronco stesso ed i rami scendano al di sotto dei piedini del contenitore, simulando così una cascata vegetale in cui sia ben coordinato il movimento delle branche, viene inoltre modellato creando delle curve a spirale, con raggio molto stretto, così che con questo accorgimento il bonsai assuma un aspetto vetusto e i palchi siano disposti come se si trattasse di gradini successivi, i quali si dispongono intorno ad un tronco sinuoso; l'apice inferiore sottostante avrà la tendenza a verticalizzarsi ed avvicinarsi in perpendicolare con la base del tronco. Praticamente è uno stile a tronco inclinato, dove la prima curva e talmente accentuata da spostare il resto della pianta verso il basso. E' uno degli stili più difficili, se non si parte da qualche varietà strisciante (come alcuni ginepri) che ha di solito una curva molto accentuata pochi centimetri sopra la linea delle radici. I rami devono essere disposti in tutte le direzioni e devono ricordare tanti rivoli d'acqua che scorrono tra le pietre. Ultima caratteristica importante sono le radici che devono essere corte, grosse ed evidenti e spostate quasi totalmente dal lato opposto alla prima curvatura. Lo stile prevede quindi due apici, uno in alto situato presso la curva del ramo principale e l’altro in basso al limite della vegetazione; l’apice inferiore non oltrepassa mai il bordo inferiore del vaso. Lo stile a cascata ha le sue lontane origini in Cina, rappresenta una pianta che è cresciuta in condizioni molto particolari e difficili quindi questo tipo d'albero si trova abbastanza spesso in natura sulle rocce delle alte vette oppure in gole strette su profondi precipizi. Le forme più comuni sono dovute a sradicamento per azione del vento di piante poste ai bordi di cenge o di precipizi, o da traumi (slavine, fulmini, forti nevicate) che hanno piegato verso il basso una pianta inizialmente in posizione eretta.

Il bonsai stile kengai va inserito in un contenitore molto profondo ed ubicato sopra una mensola alta o un tavolino.Lo stile kengai riconosce molte varianti anche di difficilissima realizzazione e mantenimento delle zone verdi e può essere suddiviso in 4 varianti principali:

KENGAI sono quegli alberi il cui apice ricade verso il basso dal bordo del vaso;

HAN-KENGAI quelli il cui apice sta al livello del bordo del vaso;

GAITO-KENGAI quando una parte dell'albero si dirige verso l'alto e un ramo forma la cascata;

ITO-KENGAI nel caso in cui più di un ramo formi la cascata.

Diverse sono le piante educate a cascata, ma rare sono le forme interessanti ed espressive: possiamo distinguere le cascate frontali da quelle laterali. Più comuni sono le cascate laterali, come per l’abete rosso ed altre essenze; il vaso qui è perlopiù profondo a sezione quadrata, posizionato con faccia verso l’osservatore se il tronco è importante e grosso, mentre lo spigolo è di fronte se il tronco è piccolo: ciò per accentuare la sinuosità del tronco e spezzare la massa ottica del vaso. Si utilizzano anche vasi tondi e bassi se il principio estetico lo richiede.

Ottime essenze sono i ginepri, i pini ad ago corto, rosmarini, timi, cipressi, cotoneaster, acero, melo selvatico, biancospino, cotogno, azalea, glicine. Meno interessanti le caducifoglie, in quanto il punto forte di questo stile è la massa fogliare al di sotto dell'albero. Nei nostri boschi si possono anche trovare ottimi esemplari di larice che presentano caratteristiche naturali molto adatte a questo stile. Salici, azalee, gelsomini, cotoneaster ed alberi da fiore in genere si prestano meglio a creare cascate frontali: in questo caso il contenitore è rotondo e alto.

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