Gli stili bonsai sono nati dall'osservazione degli alberi in natura. E' opportuno ricordare che il bonsai è un normalissimo albero mantenuto in dimensioni ridotte attraverso accurate e precise tecniche di potatura e cimatura dei germogli. La scelta di uno stile verrà determinata dalle caratteristiche principali che possiede un alberello, dai suoi "punti di forza".
Lo stesso stile determinerà comunque una forma sempre diversa da soggetto a soggetto. Gli stili seguono determinati principi: la linea principale di un albero è sempre il suo tronco, dal quale si dipartono i rami, la cui dislocazione segue un movimento ordinato che completa l'armonia dell'insieme. Allo stesso modo in cui si può dire che ogni persona possiede le proprie caratteristiche formali, estetiche e caratteriali, altrettanto si può asserire dei bonsai: ognuno di loro ha il suo aspetto e la sua personalità. Dato che ogni uomo non è mai esattamente uguale ad un altro, anche se tutti si assomigliano fortemente, egualmente un bonsai si differenzia da un altro anche se tutti hanno numerosi punti in comune; a volte è possibile riuscire ad identificare la mano di chi lo ha impostato e si può quindi affermare senza ombra di dubbio che non ci potrà mai essere un bonsai uguale ad un altro. Anche se i grandi maestri giapponesi ci hanno sempre invitato ad osservare la natura che ci circonda e a creare nuove forme, è vero che un albero è similare a qualsiasi albero della stessa specie in tutto il mondo e quindi nelle classificazioni e negli stili giapponesi sono racchiusi tutti gli aspetti possibili ritrovati in natura. E’ quindi molto arduo per noi occidentali riuscire a trovare uno stile particolare alle nostre latitudini. La conoscenza degli stili fa parte del bagaglio di base delle conoscenze bonsai, però ciò non significa che essi debbano essere seguiti pedantemente senza lasciare spazio alla propria creatività, oppure alle esigenze della pianta.
Le divisioni in classi sono stabilite sulla base dell’altezza, forma e del numero degli alberi o tronchi che si trovano nel vaso; l’altezza è sempre misurata secondo la verticale dal bordo del vaso all’apice della pianta, qualunque siano lo stile e lo sviluppo. Gli stili a cascata o semi-cascata fanno eccezione a questa regola, poiché si misurano tra il punto più alto e il più basso. Gli stili sono talmente numerosi che ricoprono, come detto, tutti gli alberi possibili in vaso e osservando gli stili giapponesi, ci si rende facilmente conto del rispetto della triangolarità (si possono tutti inscrivere in un triangolo o in una serie di triangoli). Nella pratica si percepisce facilmente che rispettando solamente questa semplice regola il bonsai acquista subito una sua intrinseca bellezza.

  • SHITO: fino a 7,5 cm
  • MAME: da 7,5 a 15 cm
  • KOTATE MOCHI: da 15 a 30 cm
  • CHIU BONSAI: da 30 a 60 cm
  • DAI BONSAI: da 60 a 1 m e più

  • SOJU: 2 alberi
  • SAMON YOSE: 3 alberi
  • GOHON YOSE: 5 alberi
  • NANAHON YOSE: 7 alberi
  • KYUHON YOSE: 9 alberi
  • YOSE-UE: più di nove alberi

  • TANKAN: 1 tronco
  • SOKAN: 2 tronchi
  • SANKAN: 3 tronchi
  • GOKAN: 5 tronchi
  • NANAKAN: 7 tronchi
  • KYUKAN: 9 tronchi e più

E’ da ricordare ancora una volta che ogni stile bonsai è legato all’armonia ed all’equilibrio più che a regole imposte: equilibrio ed armonia che molto dipendono dalle necessità vitali e dalla natura di ogni specie.

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