Originaria dell’ America settentrionale, la Parthenocissus quinquefolia, comunemente detta vite canadese, è un arbusto a portamento rampicante a foglia caduca, che può superare i 15 m di altezza. Utilizzata come rampicante per rivestire pergolati, muri e recinzioni, viene apprezzata per l’interessante fogliame che, prima di cadere, verso la fine dell’estate si colora di rosso scarlatto, mentre poco appariscente è la fioritura che fa la sua comparsa a fine primavera-inizio estate. Sia utilizzata per rivestire sostegni naturali o artificiale che coltivata come arbusto, la vite canadese conserva un buono aspetto ornamentale anche dopo la caduta delle foglie. In minima misura viene utilizzata anche come pianta d’appartamento. I viticci muniti di ventose, consentano alla vite canadese di aggrapparsi a superficie piane, tipo i muri, dai quali diventa difficile staccarla. Il frutto è costituito da bacche, di cui vanno ghiotti alcune specie di uccelli, come il tordo ed il merlo.E’ caratterizzata da una crescita veloce e una vegetazione rigogliosa, capace di diventare una barriera impenetrabile per la luce, circostanza che in certi casi finisce per compromettere la vita delle piante cui si aggrappa. Alla vite canadese, sia del genere Parthenocissus che del genere Anpelopsis, impropriamente detta “vite americana”, termine con il quale vengono indicate una pluralità di piante rampicanti, che si somigliano tra loro, tutte appartenenti alla famiglia della Vitaceae, vengono riconosciute proprietà medicinali. Le gemme messe a macerare in alcool e glicerina rappresentano un rimedio naturale per le artriti e le affezioni articolari in genere. Viene usata sotto forma di crema da applicare sulla parte dolorante. Da parte degli indigeni veniva usata come astringente e per curare le infezioni urinarie. Tra le specie di vite canadese maggiormente presenti nei nostri giardini troviamo: la Parthenocissus quinquefoglia e la Anpelopsis brevipedunculata.Come l’edera ed il gelsomino, rappresenta un “vero rampicante” perché munito di elementi (viticci) con i quali si arrampica autonomamente ai sostegni senza l’intervento dell’uomo.

Si adatta senza difficoltà alle varie tipologie di terreno, purché drenato e ricco di sostanze organiche. Il periodo migliore per piantare la vite canadese va da settembre a marzo-aprile, con eccezione dei periodi eccessivamente freddi della stagione invernale. Il vaso deve presentare una capacità almeno doppia del pane.
Regolare, facendo in modo che il terreno si mantenga fresco nel tempo, senza creare ristagni. La frequenza e l’intensità degli interventi dipendono dalla stagione, dalla zona climatica, dalla piovosità del periodo. Maggiori cure richiedono le piante in vaso, che a differenza di quelle in piena terra non possono espandere le radici in profondità alla ricerca di terreno maggiormente fresco e umido. A scopo indicativo: durante l’inverno le annaffiature vanno sospese; durante le stagioni intermedie, autunno e primavera, potrebbero risultare sufficienti le piogge o ravvisarsi la necessità di intervenire ogni 20-40gg; durante l’estate, a secondo della siccità del periodo, potrebbe essere necessario anche annaffiare un paio di volte alla settimana.
Sia per le piante coltivate in vaso che in piena terra, con l’arrivo della primavera eseguire un intervento di potatura, che potremmo definire di pulizia, con il quale rimuovere i tralci spezzati, secchi o comunque danneggiati dal freddo. Più incisivo potrà essere l’intervento da eseguire in autunno al fine favorire l’emanazione di nuovi getti nella primavera successiva e mantenere nel tempo la forma raggiunta (potatura di pulizia, mantenimento e ringiovanimento). La vite canadese non soffre gli interventi di potatura, neanche quelli particolarmente drastici.
Ogni 3-4 anni, ed in ogni caso quando le radici hanno preso il posto di gran parte del terriccio originario, bisogna sostituire il vaso con uno di dimensioni adeguate alla nuova massa radicale. Il periodo migliore per questa operazione coincide con la fine del periodo di dormienza, quando per la pianta sta per iniziare il nuovo periodo vegetativo, fine febbraio-marzo a secondo della zona climatica. In ogni caso, in mancanza del rinvaso, annualmente, prima che inizi la stagione vegetativa, bisogna usare l’accortezza di sostituire gran parte del vecchio terriccio, senza creare stress alla pianta o creare danni alle radici. Sistemare il vaso in modo le radici della pianta non restino al sole per l’intera giornata, soprattutto durante le ore più calde.
Risulta indicato un clima tra temperato freddo e temperato fresco. La vite canadese sopporta il freddo e predilige una posizione da soleggiata a mezzombra.
La vite canadese è una pianta a crescita veloce che per nutrire i lunghi tralci ha bisogno di molti elementi nutritivi, i quali, come sappiamo, non sono presenti nel terreno in quantità illimitata. La circostanza è maggiormente avvertita per gli esemplari coltivati in vaso, per i quali la limitata quantità di terriccio non consente alle radici di espandersi in profondità alla ricerca di terreno più fertile. La prima concimazione, sia per le piante coltivate in piena terra che in vaso avviene in occasione della messa a dimora, interrando letame maturo. Operazione da ripetere verso gli inizi della stagione invernale. In alternativa al letame, ai piedi della pianta si può interrare concime granulare bilanciato a lenta cessione. Durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, per una rigogliosa vegetazione, mensilmente, bisogna diluire nell’acqua destinata all’ annaffiatura concime liquido a base di azoto, fosforo e potassio. La presenza di azoto favorisce lo sviluppo della massa fogliare di grande interesse per questo rampicante.
Tra le malattie da fungo che possono interessare la vite canadese troviamo lo oidio, mentre tra i parassiti animali di cui può diventare preda troviamo i pidocchi delle piante (afidi) e la cocciniglia. Lo oidio si manifesta sotto forma di una muffa biancastra polverosa che colpisce le foglie che si deformano. Si previene assicurando alla pianta un ambiente meno umido e più arieggiato, riducendo le eventuali annaffiature e sfoltendo la massa fogliare. Si combatte con fungicidi e rimuovendo materialmente le parti maggiormente colpite. I pidocchi delle pianta, colonie di piccoli insetti scuri, si nutrano della linfa della pianta. Le punture diventano veicoli di infezioni. Si combattono con insetticidi e con la materiale rimozione dei tralci maggiormente infestati. Le cocciniglie vengono tenute lontano spruzzando sulla pianta un infuso ad olio di pino. Per approfondimenti su come riconosce, prevenire e combattere lo oidio, gli afidi e la cocciniglia, potete consultare le guide: “Oidio”, “Afidi” e “Cocciniglia”.
Essenzialmente per talea semi legnosa, da luglio a settembre, per propaggine a fine estate-inizio autunno e per seme da interrare direttamente nella dimora definitiva con l'arrivo della primavera.

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