La Quercia appartiene alla Famiglia delle Fagacee. Una decina di specie sono spontanee in Italia: Quercus ilex (Leccio), coccifera (Spinosa) e suber (Sughero) sono sempreverdi; Quercus cerris (Cerro), rubra (Americana), farnetto (Farnetto o d'Ungheria), palustris (Palustre), pubescens (Roverella), petraea (Rovere), robur (Fama) sono invece spoglianti. Le specie note sono circa 500 fra arboree e arbustive, sono diffuse specialmente nell'emisfero boreale, in America settentrionale, in Europa, nelle regioni mediterranee e in Asia Occidentale. La distribuzione della pianta è molto varia e può variare dal livello del mare fino a 4000 m. delle regioni himalayane. Al genere appartengono sia specie ad albero che ad arbusto, sempreverdi o semisempreverdi (cioè superano l'inverno con le foglie che cadono in primavera quando iniziano a vegetare) oppure decidue. Comparso sulla terra circa 25 milioni di anni fa, era ritenuto dei Greci il primo albero piantato. Questi alberi preferiscono un terreno sufficientemente fertile, non troppo sabbioso o troppo asciutto. Le foglie sono raramente intere ed i margini sono di solito incisi o lobati in vari modi. I fiori maschili e femminili sono sullo stesso albero: i maschili sono in amenti penduli, i femminili solitari o in spighe di 2 o più fiori. Il frutto è una ghianda più o meno racchiusa dalla base verso l'alto, da un involucro (cupola) composto da squame. Le querce sono impollinate dal vento e l'ibridazione è frequente, il che complica molto l'identificazione della specie di appartenenza.Al primo gruppo appartengono piante con foglie sempreverdi, che permangono più di un anno attaccate ai rami. Le foglie sono ovolo-ellittiche a margine liscio o sinuato a denti acuti. A questo gruppo appartengono le seguenti specie:

  1. coccífér:. La quercia spinosa è solitamente un arbusto di circa 2 m. con foglie larghe, lunghe 5 cm, dentellate con denti appuntiti.
  2. myrsinaefolia: Pianta originaria della Cina e del Giappone può raggiungere i 18-19 m di altezza, le foglie seghettate sono lanceolate, lunghe da 5-12 cm.
  3. suber: La quercia da sughero può raggiungere i 20 m. di altezza ed ha una corteccia sugherosa, le foglie sono ovato-oblunghe lunghe da 3-7 cm.
  4. ílex: Il leccio raggiunge i 20 m. di altezza, le foglie sono ovato-lanceolate, lunghe da 3-7 cm possono essere intere o più o meno seghettate.

Al secondo gruppo appartengono piante decidue o semidecidue con foglie intere obovate a lobi acuti:

  1. palustris: L'albero raggiunge i 30 m. d'altezza.
  2. rubra: La quercia rossa americana raggiunge i 25 m. di altezza, ha rametti di colore rosso scuro, le foglie oblunghe, lunghe 12-20 cm. Questa specie è impiegata come pianta ornamentale.
  3. libani: La quercia del Libano raggiunge i 10 m. di altezza con foglie oblunghe lanceolate a margini seghettati.
  4. cerris: Il cerro raggiunge i 38 m. di altezza con foglie elissoidali-oblunghe, dentate, lunghe 5-10 cm.

Al terzo gruppo appartengono piante decidue o semidecidue con foglie intere, obovate a lobi ottusi:

  1. robur: La farnia raggiunge i 45 m. di altezza con foglie ovato-oblunghe, lobate lunghe 5-12 cm.
  2. petraea: La rovere raggiunge un'altezza media di 40 m con foglie ovato-oblunghe, lunghe 8-13 cm ed 5-9 lobi arrotondati.
  3. alba: La quercia bianca può raggiungere i 40-50 m. di altezza, le foglie sono ovato-oblunghe con 5-9 lobi arrotondati.
  4. pubescens: La roverella può raggiungere i 20-25 di altezza, o in alternativa assume un portamento cespuglioso, con foglie lunghe 5-8 cm che hanno un corto picciolo (8-12 mm.). E’ una specie che predilige un habitat caldo ed asciutto. Viene utilizzata per rimboschimenti in regioni aride con terreni piuttosto calcarei.

Tutte le specie sono longeve e se in salute, si prestano bene per la coltivazione a bonsai. Le caratteristiche naturali che si possono maggiormente ammirare in questo genere sono radici e tronco. Le radici sono solitamente possenti e la parte visiva (nebari) può essere educata facilmente. Un buon sistema per far ingrossare la base delle radici è di lasciar crescere liberamente eventuali polloni che si potrebbero sviluppare da esse, stimolati da potature drastiche sia di radici come di rami. Le vecchie radici emettono facilmente radichette, se potate. Il tronco è forse la caratteristica migliore delle Querce, a patto che sia conico e di una certa età. Le ferite vecchie possono essere scavate, dando al tronco un tocco di vetustà tutt'altro che disprezzabile. Del tronco si può ammirare la corteccia che è stupenda nelle Sughere, ma altrettanto bella in tutte le altre specie. I rami e le foglie sono due aspetti piuttosto particolari nelle Querce trattate a bonsai. I rami ingrossano con difficoltà e, se vecchi, sono facilmente attaccati da parassiti che, minandone il midollo, ne provocano il disseccamento. Sono anche difficilmente modellabili con filo, soprattutto se vecchi e malati, necessitando perciò, alternativamente, di continue potature modellanti o, se il caso, di tensori e morsetti. I giovani rami sono invece facilmente lavorabili, anche se richiedono interventi ripetuti perché sono alquanto flessibili. Le foglie sono generalmente piccole nelle varietà sempreverdi, di grosse dimensioni nelle varietà spoglianti e con colori stupendi all'arrivo dell'autunno. Radici possenti, tronco massiccio e foglie grandi si associano bene in esemplari di dimensioni medio-grandi.

Seme: la semina dà risultati piuttosto soddisfacenti solo se la ghianda viene subito interrata dopo la raccolta in autunno, perché i semi perdono facilmente la germinabilità. Farle asciugare poi metterle in un sacchetto con sabbia umida e porlo alcuni giorni in frigorifero a 0°C, poi alcuni a -5°C, infine l'inverno in freezer a -20°C. A gennaio operazione inversa lasciando i semi a 0°C fino a primavera. Piantare in sabbia e torba. Interrare semi con la punta verso l'alto. Dopo gemmazione eliminare il fittone. Margotta: La margotta si può eseguire in primavera.
Moltissima acqua durante tutta la stagione vegetativa, ma solo a terreno asciutto per un buon 80%. Durante il periodo invernale diradare le annaffiature, E' una pianta che deve essere innaffiata con cura dalla primavera all'autunno. E’ necessario un buon drenaggio mantenendo però umido il pane di terra per tutto l'anno.
Il filo metallico, rame o alluminio, può essere applicato durante tutto il periodo vegetativo, ma il momento migliore è quando la crescita fogliare rallenta e i nuovi germogli si sono definitivamente ingrossati, grossomodo fine maggio/metà giugno.
Tutte le Querce hanno una spiccata predominanza apicale che porta il nuovo germoglio ad avere gemme alle sole ascelle fogliari apicali. Il nostro lavoro sarà quello di contrastare questa tendenza con una pinzatura del germoglio effettuata molto presto, a fine maggio-primi di giugno con le dita, e riducendo le foglie da 6 a 2 . Così facendo è possibile che non si abbia una nuova germinazione nell'anno, ma sicuramente all'ascella delle foglie rimaste sarà presente una gemma dormiente che la primavera successiva darà un nuovo germoglio. La potatura rami è importante che il taglio venga effettuato appena dopo una gemma, prima della ripresa vegetativa. Se ciò non fosse si correrebbe il rischio di perdere il ramo per disseccamento. Coprire con mastice i grossi tagli.
Non è consigliata perché difficilmente la pianta emetterà nuovi germogli nell'anno e, se ciò avvenisse, solamente con forti stress che si pagherebbero negli anni successivi con morte di rami secondari o addirittura primari. Una buona ramificazione terziaria abbisogna di un periodo di mantenimento piuttosto lungo.
Il più possibile frequente per esemplari giovani e al massimo ogni 3-4 anni per piante mature. Il motivo è l'abbondante formazione di radichette in poco tempo. Per piante raccolte in natura non rinvasare nei primi due anni. Il periodo migliore è alla ripresa vegetativa, al turgore delle gemme fra febbraio e marzo. Il fittone non deve essere accorciato neppure nelle piante giovani (a differenza di altre piante in cui il fittone deve essere accorciato alla prima rinvasatura). Quasi tutte le querce possono vivere in vari tipi di terreno: alcune come la roverella vivono bene anche in terreni calcarei, altre invece, come la rovere ed il cerro, vivono bene anche in terreni leggermente acidi. Bisogna ricordare anche che le radici di tutte le specie appartenenti a questa famiglia vivono in simbiosi con diversi tipi di micorriza: durante il trapianto, conviene raccogliere un poco del terreno vecchio e mescolarlo al terriccio preparato, per trasferire anche in questo i ceppi di tali funghi utili. Il terriccio dovrà essere molto drenato e, vista la facilità con cui tutte le specie vengono attaccate da un'infinità di parassiti e muffe, esente da malattie crittogame e parassiti vari. Assicurare uno strato drenante sul fondo del vaso.
Scegliere sempre una posizione soleggiata e ventilata per tutto l'anno, ma soprattutto in inverno. Riparare dal sole estivo solo in agosto e solo per balconi a sud-ovest. Riparare dal gelo Quercus ilex e Quercus suber. Inclinare il vaso su un lato con piogge persiste. La farnia vive bene con molta luce e quindi in pieno sole, la rovere vive bene in mezz'ombra in estate e al sole nelle altre stagioni, la roverella vive bene con molta luce e va posta a nord e quindi in mezz'ombra in estate ed in pieno sole in altre stagioni.
Usare abbondantemente concimi organici a lenta cessione almeno 4 volte all'anno: febbraio-marzo, maggio, fine agosto, metà ottobre. Alternativamente concimi liquidi, ma sempre organici, seguendo le istruzioni riportate sulle confezioni e molto frequentemente.
Vista la gran quantità di avversità che colpiscono le povere Querce sembra un miracolo il fatto che queste piante siano cosi longeve. Fra i parassiti chermococchi, tortrici, carie del legno, processionaria, filossera, cinipidi sono fra i più comuni, mentre mal bianco e marciume radicale sono le più diffuse malattie crittogame. La miglior difesa sembra a tutt'oggi la prevenzione invernale e durante il periodo vegetativo.Ripresa vegetativa (schiusura gemme) olio bianco + insetticida + fungicida a base di zolfo.Stagione vegetativa ogni 3 settimane insetticida + fungicida e/o antioidicoCaduta foglie fungicida e/o antioidico + olio biancoUna nota particolare merita il mal bianco o oidio, che richiede trattamenti e prodotti particolari. Il mal bianco è una malattia crittogama molto diffusa su tutte le varietà di Quercus (ad eccezione di Quercus rubra) sia a foglie persistenti che non. Normalmente gli attacchi di questo fungo non sono letali per la pianta, ma possono creare vari problemi alle foglie e ai nuovi germogli, se l'attacco è molto esteso. La pagina superiore della foglia è la più colpita: si ricopre prima di macchie bianche e poi necrotizza. I trattamenti, specifici se effettuati quando l'infezione è ormai estesa, servono solo per fermare la propagazione. Interventi preventivi mirati si possono effettuare invece alla fine di periodi molto piovosi e con temperature alte (circa 20°C e 80% UR), da fine primavera a fine estate. E’ infatti in questo momento particolare che si diffonde l'infezione. Quindi un intervento antioidico, nelle 24-48 ore successive a periodi piovosi, impedisce la formazione di nuovo micelio. Importante l'uso di prodotti specifici antioidici.
Scegliere vasi piuttosto profondi, con carattere deciso e smaltati. Accostare il colore del fogliame, soprattutto autunnale, con il colore del vaso. Spesse volte alcuni esemplari presentano dei brutti rigonfiamenti al colletto. Per eliminarli non rimane che la margotta appena sopra la parte esteticamente imperfetta. Per piante vecchie raccolte in natura assicurarsi che ci siano radichette bianche, altrimenti desistere. Non raccogliere piante ammalate e che presentino una crescita stentata.

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