L'oleandro (Nerium oleander ) è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae. E’ originario del bacino del Mediterraneo e diffusamente coltivato a scopo ornamentale. Ha la capacità di resistere a temperature elevatissime (anche 40-50°C). L'oleandro ha un portamento arbustivo, con fusti generalmente poco ramificati che partono dalla ceppaia, dapprima eretti, poi arcuati verso l'esterno. I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi hanno una corteccia di colore grigiastro. Le foglie, velenose come i fusti, sono glabre e coriacee, disposte a verticilli di 2-3, brevemente picciolate, con margine intero e nervatura centrale robusta e prominente. La lamina è lanceolata, acuta all'apice, larga 1-2 cm e lunga 10-14 cm. I fiori, che variano dal rosa al bianco, dal rosso al giallo, sbocciano praticamente dall'inizio della primavera fino all'autunno inoltrato. I fiori sono grandi e vistosi, a simmetria raggiata, disposti in cime terminali. Il calice è diviso in cinque lobi lanceolati, di colore roseo o bianco nelle forme spontanee. La corolla è tubulosa e poi suddivisa in 5 lobi, di colore variabile dal bianco al rosa e al rosso carminio. Le varietà coltivate sono a fiore doppio e sono quasi tutte profumate. La fioritura è abbondante e scalare, ha inizio nei mesi di aprile o maggio e si protrae per tutta l'estate fino all'autunno. Il frutto è un follicolo fusiforme, stretto e allungato, lungo 10-15 cm. A maturità si apre longitudinalmente lasciando fuoriuscire i semi. Il seme ha dimensione variabile dai 3 ai 5 mm di lunghezza e circa 1 mm di diametro ed è sormontato da una peluria disposta ad ombrello (pappo) che permette al seme di essere trasportato dal vento anche per lunghe distanze.Le temperature ideali di coltivazione sono intorno ai 18°C anche se cresce bene a temperature molto più elevate e sopporta senza problemi anche temperatura intorno agli zero gradi centigradi.Il nome del genere deriva dal greco "neros = acqua" questo perchè è una pianta che cresce spontanea in prossimità dei corsi d'acqua.

Si tratta di una essenza che si adatta bene a qualsiasi tipo di terreno l’oleandro sopporta bene qualsiasi terriccio, tuttavia preferisce una buona terra da giardino che resti fresca; è robusto, e si adatta facilmente ai terreni ingrati, pietrosi, asciutti, anche calcarei.
. Per ottenere abbonanti fioriture è importante provvedere ad abbondanti irrigazioni durante il periodo estivo. Durante il periodo invernale le annaffiature dovranno invece essere di molto ridotte, soprattutto nelle regioni settentrionali.
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Si consiglia inoltre di provvedere alla potatura delle piante giovani per ottenere l'infoltimento della chioma. In considerazione del fatto che è una pianta che cresce molto ed in maniera disordinata, in autunno occorre potarla in modo abbondante non appena gli ultimi fiori sono appassiti. Ogni 4 anni bisogna accorciare il cespo a due terzi dell’altezza per forzare la pianta a sviluppare rami giovani e vigorosi, dunque molto fioriferi. Gli steli che hanno fiorito devono essere accorciati per metà della loro lunghezza mentre i rami laterali devono essere tagliati a 10 cm dalla base.
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Se la pianta viene coltivata in vaso è buona norma rinvasarla ogni due anni, concimandola con del concime granulare e aggiungendo ogni tanto sangue di bue. L'epoca migliore per effettuare il rinvaso è l'inizio della primavera quando il vaso è diventato troppo piccolo per contenere le radici. Si utilizza un vaso leggermente più grande del precedente fino ad un massimo di 30 cm. Successivamente ogni anno si asportano i primi 2-5 cm di terreno e si sostituiscono con del terreno nuovo.
L'oleandro è una pianta che ama la luce ed il sole durante tutto l'anno e ha necessità di ambienti molto ben aerati.
A partire dalla primavera e per tutta l'estate l'oleandro si concima ogni due settimane usando un fertilizzante liquido che va diluito nell'acqua di annaffiatura. Durante il periodo autunno - invernale le concimazioni vanno sospese.
Fiorisce durante tutto il periodo estivo e l'inizio dell'autunno. E' importante che i fiori appena sfioriti vengano subito rimossi in quanto toglierebbe inutilmente nutrimento ai fiori rimasti.
Il parassita più frequente è l'aspidioto dell'edera (Aspidiotus hederae), un parassita assai frequente nei paesi del mediterraneo. Si tratta di un particolare tipo di cocciniglia, che attacca prevalentemente la pagina inferiore della foglia. Altro parassita assai frequente è la cocciniglia fioccosa (Chloropulvinaria floccifera) che riesce a invadere la pianta riproducendosi praticamente per tutto il corso dell'anno. Le contromisure devono quindi essere tempestive, potendo il parassita condurre ad un grave deperimento e anche alla morte della pianta. La melata prodotta finisce per imbrattare la pianta, creando spesso fumaggini. Le foglie appassiscono o i boccioli fiorali non si sviluppano: questo sintomo è da attribuire a scarse annaffiature. Rimedi: regolate meglio le irrigazioni ricordandovi che il terreno deve restare sempre umido.Presenza di piccole protuberanze di colore marrone sulla pagina inferiore delle foglie o formazioni bianche e cotonose: Entrambi sono il classico sintomo della presenza della cocciniglia, bruna o cotonosa, degli insetti che possono arrecare grave danno alla pianta se non vengono eliminati tempestivamente. Rimedi: potete provare ad eliminarle usando un piccolo batuffolo di cotone imbevuto di alcool denaturato oppure se la pianta è troppo grande usate un insetticida specifico reperibile presso i centri specializzati.

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