Il Ficus (benjamina,retusa) appartiene alla Famiglia delle Moracee. E' un genere composto da oltre 800 specie di alberi e arbusti, caratterizzati da abbondante emissione di lattice dai tagli, distribuite nelle zone temperate, subtropicali e tropicali d’Asia, Australia (F.macrophylla, F. rubiginosa e F. platypoda), Africa e America. Le specie sempreverdi necessitano di habitat umido, caldo e piovoso, essendo native delle foreste pluviali, ma sono sensibili sia agli eccessi che alle carenze di acqua, nonchè alle improvvise variazioni termiche che ingialliscono le foglie. Piante arboree, di rado rampicanti o arbusti, con foglie sempreverdi spesso coriacee, semplici, alterne, a margine intero, più raramente frastagliato o lobato. I frutti sono achenii, contenuti nel ricettacolo fiorale ingrossato (siconio) che talvolta a maturità è commestibile (fico, sicomoro, etc). Nelle varietà esotiche usate di solito per bonsai raggiungono perlopiù il diametro di un solo centimetro, la buccia è levigata ed inizialmente coperta di lenticelle. In questi Ficus sempreverdi i frutti spesso compaiono all'ascella delle foglie o direttamente sul tronco. Prima verdastri, maturando diventano poi rossi o viola o gialli secondo la specie. Sui Ficus diversifolia o deltoidea i frutti (giallo-arancio) compaiono assai facilmente ed aggiungono un notevole valore decorativo al soggetto. I fiori, molto piccoli, sono unisessuali: i maschili e i femminili possono presentarsi su piante separate. Il breve tubo corallino termina con due, tre o quattro lobi più o meno arrotondati. Molte varietà di Ficus presentano delle lenticelle (formazione che prende origine sulla corteccia di giovani piante ed è molto importante per gli scambi gassosi fra atmosfera e tessuti profondi) sulla corteccia, di solito dei rami giovani fino a due-tre anni, altri le conservano anche sulla struttura più vecchia. Tali formazioni sono normali e non vanno confuse con parassiti, anche se certe cocciniglie le possono simulare. Va tenuto presente che le foglie sono sempre prive di queste lenticelle. La peculiarità che più colpisce l’appassionato è quella delle radici tabulari, una variazione della radice che subisce il ficus: queste sono tipiche d’alberi di grosse dimensioni come quelli delle foreste tropicali: hanno la forma di grandi lame ed emergono dal suolo verticalmente alla base del tronco, estendendosi tutt'intorno sul terreno per consolidare l'ancoraggio della pianta.Nel Bonsai di ficus queste radici evidentemente non si eliminano, anzi vanno potenziate perché evidenziano la bellezza della pianta. Per aumentarne la crescita si ricopre il tronco con sfagno. In diverse quantità tutte le specie del genere Ficus contengono latice, sostanza organica secreta dai canali laticiferi. Questo liquido denso non ha niente a che vedere con la linfa. Questa caratteristica è condivisa da tutte le Moraceae, è una sostanza lattiginosa e appiccicosa la cui funzione non è ancora chiara, benché si presume abbia uno scopo antipredatorio. Questa secrezione esiste già nel giovane embrione e perdura per tutta la vita della pianta. È un'emulsione molto complessa, contenente, accanto a cellule, enzimi, proteine e altre sostanze ossidanti, anche idrocarburi ad alto peso molecolare cui deve la particolare consistenza. Particolarmente abbondante nei momenti d’intenso sviluppo può essere irritante per gli occhi e la pelle.I ficus fanno parte di quelle essenze che sono senz’altro da suggerire ai principianti per la loro generosità, per la maniera in cui sopportano sia la potatura sia le cimature, per l’adattabilità alle tecniche di formazione.

Talea: facile da ottenere piantando talee molto piccole, di 5-10 cm, in sabbia e torba in estate, si riduce l'ultimo germoglio, si eliminano le due paia di foglie alla base della talea. Il contenitore va coperto con una lastra di vetro fino alla comparsa delle radici. Quando le talee inizieranno a vegetare, si scoprono e solo nella primavera successiva (aprile) si possono trapiantare in vasetti singoli. Si possono ottenere delle talee radicate (barbatelle) immergendole in acqua. Le talee, radicano più rapidamente quelle tolte dalla cima dei rami. Non è indispensabile usare ormoni radicanti che in ogni modo accelerano il processo, è consigliabile porre il semenzaio in mini serra. Margotta: il migliore periodo per la realizzazione della margotta è maggio/giugno. Con la margotta a strozzatura si può far produrre ai Ficus un'abbondante quantità di radici in quasi un mese. Divisione Radici: un altro metodo di riproduzione poco utilizzato, ma molto valido è la divisione di radici. Si pianta una radice, risultante da una potatura dopo il rinvaso, in vaso lasciandone 1/3 esposto, e in poco tempo spuntano nuove gemme. Qualora si uniscono varie radici, si può creare uno stile a radici esposte, o uno stile a zattera.
30% sabbia, 70% T.U. Ai Ficus è gradita l'acqua, ma non possono sopportare terreni costantemente bagnati. Sono alquanto esposti al marciume radicale. Si sviluppano ugualmente in ambiente neutro o leggermente acido, pH 5,5 - 6,5 richiedono un terriccio soffice, permeabile e fertile.
Abbondante durante la stagione vegetativa, più moderata in inverno soprattutto per bonsai da interno. Controllare ogni giorno che il terreno sia sempre umido e irrorare spesso la chioma. Un consiglio che vale per tutti i ficus è quello di procedere a regolare pulizia delle foglie irrorando le foglie con il getto della doccia, oppure pulendo le foglie con un batuffolo di cotone idrofilo imbevuto in una miscela di acqua distillata e latte in parti uguali. Questa operazione va eseguita in particolare durante il periodo vegetativo ed è necessaria perché le piante respirano ed assorbono umidità per mezzo delle foglie. Ambedue le lamine fogliari devono essere mantenute pulite per evitare che gli stomi si ostruiscano.Al contrario delle piante decidue, i cui germogli crescono solo per un certo tempo, nei sempreverdi la nuova vegetazione, resta erbacea più a lungo e continua a crescere anche per 20-45 gg. L’eccesso d’acqua determina in buona parte questo sviluppo. Quindi nei soggetti maturi, oltre a dare molta luce, è utile moderare le annaffiature per tutto il tempo che prosegue lo sviluppo dei germogli. Le annaffiature saranno copiose nella stagione calda, diradandole in inverno. Il ritmo delle annaffiature deve essere tale che il terriccio non resti mai troppo umido: solo così le foglie divengono piccole e gli internodi corti. Tutti i Ficus d'altronde tollerano meglio periodi asciutti relativamente lunghi, anziché una persistente umidità eccessiva.
i rami, essendo molto flessibili, tollerano forti piegature quindi il filo si può applicare durante tutto l'anno, aspettando che i rametti siano lignificati, avendo cura di proteggere la corteccia con carta crespa. Controllare spesso il filo durante le fasi di sviluppo perché entra facilmente nel legno. Molti preferiscono realizzare la modellatura col filo nello stesso periodo della defogliazione, anche perché si può vedere bene tutta la ramificazione; ma attenzione che in un solo mese il filo può incidere la corteccia ed il segno rimarrà per molti anni. È meglio avvolgere con spire più larghe se non si ha la possibilità di controllarlo frequentemente.
Cimare i nuovi germogli a 2-3 foglie per tutta la stagione vegetativa, eccetto quando sia necessario il loro allungamento. Potare i germogli ancora erbacei provoca una risposta poco rilevante per quanto concerne l'infittimento. Al contrario la riduzione di rami lignificati stimola la comparsa di getti più numerosi all'indietro, cresce la fittezza della ramificazione e di conseguenza contribuisce a ridurre la superficie d’ogni nuova foglia. Dalla potatura dei rami grossi e delle branche, come da qualunque incisione, uscirà del lattice che dovrà essere fermato con pasta cicatrizzante o con spruzzature d'acqua. Si consiglia quindi di intervenire con potature drastiche nei mesi invernali.
Se la pianta è in ottima salute e non è stata rinvasata ed è già strutturata, in giugno si può defogliare, infoltendo così i rami ed equilibrando gli internodi lunghi, altrimenti si possono tagliare le foglie più grandi al picciolo.
Il periodo ideale per il rinvaso è poco prima che inizia il periodo vegetativo, marzo-aprile al sud e maggio al nord. Poiché crescono molto vigorosamente due anni è il tempo massimo tra un rinvaso e l'altro. Le radici crescono rapidamente e recuperano facilmente, quindi si possono tranquillamente tagliare senza paura, lasciando solamente 1/3 dell'originale pane di radici.
Il ficus nelle regioni settentrionali va collocato per metà anno in casa esposto a nord (da settembre ad aprile) in un luogo luminoso, lontano da fonti di calore diretto e con un tasso d’umidità atmosferica alto e poi sistemato all'esterno da maggio a settembre. Prima di ritirare le piante in casa, vicine ad una finestra, per circa 20 gg. ridurre sensibilmente le innaffiature per non fare cadere le foglie (prima diventano gialle e in 2-3 giorni cadono). Mentre nel meridione può trascorre tutta la stagione invernale all'aperto senza problema. In generale si adattano con qualche difficoltà alla vita in appartamento quelle piante tropicali il cui clima originario somiglia più o meno a quello dei nostri ambienti, con temperature che oscillano tra 18° e 24° C. In realtà per i ficus tropicali nelle ore di luce le condizioni ottimali sono tra i 20° e 22° C, ma durante la notte queste piante sopportano temperature più basse. Quindi è preferibile in quelle ore spostare il Bonsai in ambiente più fresco, (circa 15°-16° C) per assicurarsi questa leggera escursione. Questo evita loro di consumare con la respirazione gli scarsi zuccheri prodotti nelle poche ore di luce utilizzabili nelle giornate invernali. Poiché è fastidioso cambiarli di posto mattino e sera, l'alternativa è spruzzare la chioma quando scende il buio con acqua, l'evaporazione di quest'acqua abbassa per qualche ora la temperatura delle piante. È necessario quindi in inverno sistemare i ficus a ridosso di una finestra, questo è giustificato dall’esigenza di una certa quantità di luce, da non confondere con sole diretto. In estate il ficus va posto all'aperto, non direttamente esposto ai raggi del sole, purché la pianta vi si abitui gradualmente. L'aria umida è quasi essenziale. All'interno il Bonsai perde più acqua di quanto ne assorbono le radici con eventuali gravi danni per le foglie che ne vedono pregiudicata la crescita. L’ideale sarebbe porre il vaso sopra ad un ampio vassoio con del ghiaietto che contenga una piccola quantità d’acqua sul fondo, ma che eviti il contatto diretto dell’acqua con il vaso. La temperatura ambientale, farà evaporare lentamente l’acqua dal vassoio, creando una sufficiente umidità attorno alla pianta.
Se usate concimi organici che sono ricchi di fosforo, questi possono anche servire meglio per la comparsa di fiori/frutti. Se coltivati all'interno devono essere concimati ogni 15-20 giorni con concimi liquidi ricchi d’azoto durante la stagione di crescita, o con concime organico a lenta cessione. Mentre in inverno con concimi più ricchi di fosforo e potassio una volta al mese. All'esterno si concimano ogni 15-20 giorni con concimi liquidi ricchi d’azoto durante la fase vegetativa e da settembre a novembre con fertilizzanti liquidi più ricchi di fosforo e potassio, per lignificare meglio i rametti ed interrompendo totalmente in inverno. Alternare concimi liquidi a solidi e non concimare le piante appena rinvasate, quelle in cattivo stato di salute e nei mesi troppo caldi.
Oidio, cocciniglia, acari, tripidi.

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