L’acero negundo, denominato anche acero americano, appartiene alla famiglia delle Aceracee, al genere Acer ed alla specie negundo. L'etimologia è incerta ed alcuni autori suggeriscono una derivazione da "Negus" inteso come "indiano". Introdotto in Europa nel 1688, è tipico dei giardini e dei viali dell'Italia settentrionale. Pianta molto utilizzata nei parchi e nei giardini ampi e spaziosi; questo albero viene coltivato in Europa da alcuni secoli; vengono coltivate soprattutto le cultivar, con fogliame variegato o screziato. Questo acero cresce molto rapidamente, per raggiungere a maturità un portamento arbustivo o arboreo, con altezza massima molto variabile, compresa fra 5 e 20 metri. Il fusto è eretto, liscio, con corteccia bruna o grigiastra, leggermente fessurata; le ramificazioni sono molto dense, e formano una bella chioma tondeggiante o allungata. Il legno è poco resistente, chiaro, piuttosto leggero e di cattiva qualità. Le foglie sono di colore verde chiaro, pennate, divise in 3-5 piccole foglie ovali, con margine irregolare; divengono gialle in autunno, prima di cadere. Si tratta di un albero dioico, quindi alcuni esemplari producono solo fiori maschili, altri solo fiori femminili; in entrambi i casi si tratta di fiori poco appariscenti di colore verde-giallastro. I frutti sono corte samare papiracee, che si sviluppano in lunghi grappoli, talvolta presenti sulla pianta fino a primavera. Il frutto è una samara costituita da due semi alati di colore giallastro che formano un angolo acuto, lunghi 3-4 cm; i semi possono persistere sulla pianta anche durante l’inverno. La fioritura avviene ad inizio primavera, prima dell’emissione delle foglie, l’impollinazione è anemofila, per cui operata dal vento. Per la produzione dei semi è necessaria la presenza di impollinatori maschili. L’acero negundo è uno degli aceri più interessanti dal punto di vista ornamentale, infatti sono state selezionate cultivar con diverse colorazioni delle foglie. La varietà Auratum ha delle foglie giallastre, mentre Aureomarginatum e Variegatum presentano una colorazione bianco crema ai bordi, Flamingo, le cui foglie sono variegate di bianco ed i germogli assumono una colorazione rosa, la cultivar Violaceum è caratterizzata da rami e branche di un colore bluastro. Sono presenti anche varietà senza semi come Baron.

Questi alberi si sviluppano senza problemi in terreni acidi o alcalini; in generale prediligono terreni abbastanza soffici e mediamente drenati, non particolarmente ricchi in materia organica, mentre gradisce meno i terreni sabbiosi troppo permeabili.
In genere si accontentano delle piogge, anche le giovani piante sopportano senza grandi problemi la siccità per brevi periodi, ma anche l’umidità o un terreno intriso d’acqua. L’irrigazione è necessaria durante i primi anni successivi all’impianto, una volta che l’albero è adulto si interviene soltanto in casi in cui la pianta dovesse soffrire lunghi periodi in assenza di precipitazioni.
Con la potatura ci si limita ad eliminare le parti secche o danneggiate ed eventuali rami posizionati troppo in basso. Risponde bene alla defogliazione, anche completa. La puoi fare nella prima settimana di giugno poi dovrai proteggere la pianta dai raggi diretti del sole per non bruciare le foglioline tenere..
Si coltiva in luogo ben soleggiato, o parzialmente ombreggiato; non teme il freddo e sopporta senza problemi le gelate intense ma anche l’estate più calda e torrida. E’ comunque consigliabile proteggere le radici delle giovani piante da poco poste a dimora, pacciamando il terreno con fogliame o paglia. Richiede esposizioni da soleggiate a leggermente ombreggiate. Poco esigente e adattabile, tollera il clima cittadino.
Si distribuisce del concime complesso a lenta cessione alla ripresa vegetativa.
In estate è possibile prelevare talee semilegnose, dagli apici dei rami che non hanno fiorito in seguito vengono messe a radicare in substrati costituiti da torba e terreno di medio impasto.; come molti altri aceri tende ad autoseminarsi, quindi è facile trovare molti esemplari giovani alla base di un albero L’impianto si effettua in ottobre nei climi miti e nel mese di marzo nelle zone più fredde.
Teme particolarmente l’attacco da parte del bruco americano, che prepara i suoi nidi accartocciando il fogliame; anche una sola popolazione di bruchi può danneggiare significativamente la pianta se non controllataL’acero negundo è una pianta abbastanza attaccata dai parassiti, tra i funghi risulta piuttosto suscettibile all’oidio, che colpisce le foglie. Il danno più grave è provocato da alcuni lepidotteri che si nutrono delle foglie, nel caso di infestazioni elevate la pianta risulta in buona parte defogliata.

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