Le Aceraceae sono una piccola famiglia caratterizzata da un centinaio di specie arboree ed arbustive. Ampiamente distribuite nelle regioni temperate dell'emisfero boreale, sono per la maggior parte a foglia caduca. Sebbene molte presentino foglie palmate, esse possono essere semplici e caduche o composte addirittura da 15 lobi. Anche il tessuto della corteccia è piuttosto vario. I fiori sono riuniti in grappoli, spesso unisessuali, e generalmente producono un frutto costituito da due parti. Circa sessanta sono le specie diffuse in Europa, ma in arte bonsai sono quelle originarie del Giappone le più conosciute e coltivate, per la bellezza e la varietà di forme e colori, fra cui l'Acer palmatum e l'Acer buergerianum. Questa pianta ornamentale giapponese dalla lunga tradizione è particolarmente apprezzata per le sue continue e spettacolari trasformazioni che seguono il ritmo delle stagioni: dal momento dei teneri germogli primaverili allo splendore rigoglioso del fogliame durante l'estate, fino al magnifico rosso fuoco delle sue foglie in autunno. Non meno interessante è quando, dopo la caduta delle foglie, mostra la sua elegante silhouette e la finissima e inconfondibile ramificazione. Si tratta di una specie robusta, generalmente in grado di resistere al freddo quanto al caldo. È longeva come essenza coltivata a bonsai, inoltre è facile da modellare e risponde bene alle tecniche di coltivazione.L'Acero Tridente è caratterizzato da un portamento tendenzialmente eretto e da una buona tolleranza all'inquinamento e all'aridità, che, oltre ad averlo reso un albero decorativo in molteplici città, lo rende particolarmente adatto anche alla coltura bonsai. Le foglie sono verde brillante ma in autunno assumono gradevoli sfumature rosse o arancioni. L'Acer Palmatum è la specie più forte e vigorosa; le foglie a cinque punte, leggère e dal colore intenso, diventano rosse in autunno, prima di cadere, e conferiscono al Bonsai un aspetto veramente affascinante. L'Acer Palmatum Rubrum o Acero rosso ha la caratteristica peculiare che consista nella colorazione delle foglie, che si presentano rosse da quando spuntano, in primavera, fino a quando cadono, in autunno. L'Acer Palmatum Deshojio è la specie più pregiata: le foglie, più piccole e leggere rispetto agli altri Aceri, hanno un bellissimo colore rosso cremisi quando spuntano, poi diventano verdi in estate, per ridiventare rosse in autunno prima di staccarsi dal ramo.

Per quanto riguarda il composto, quello ideale deve essere poroso e in grado di trattenere sufficiente umidità, senza però infradiciarsi. Un terriccio che possiede tutte queste caratteristiche è quello costituito da akadama (50%), sabbia (20%) e terriccio (30%).
L’Acero Palmato ama terreni freschi e umidi, perciò, bisogna fare attenzione a non far asciugare troppo il substrato, specialmente d’estate, per evitare i “colpi di secco” che possono provocare la morte della pianta, perciò, servendosi di un annaffiatoio con soffione a fori sottili, si deve annaffiare abbondantemente il terriccio quando inizia ad asciugarsi. Sempre d’estate, è molto utile nebulizzare quotidianamente le foglie; questa operazione, necessaria per riprodurre l’habitat naturale dell’Acero, si rivela utile anche per evitare le infestazioni estive di Ragno Rosso. La regola comune dell’annaffio che indica di bagnare ogni qualvolta il terreno risulta asciutto al tatto, è ideale anche nel caso dell’Acero, considerando però che nei periodi più caldi e in presenza di forte vento, bisogna intervenire con maggior frequenza. Spesso, infatti, in questi casi il terreno rischia di rimanere completamente asciutto. È bene inoltre tener presente che sia la mancanza, sia l’eccesso d’acqua possono creare gravi scompensi alla pianta. Più precisamente la mancanza d’acqua provoca l’afflosciamento delle foglie ed una crescita stentata; l’eccesso causa invece un annerimento delle foglie nella parte apicale.
La primavera, quando la linfa scorre nei rami, è il periodo migliore per educare i rami con l'applicazione del filo in alluminio ramato. A febbraio si può iniziare ad applicarlo sui rami da modellare; lo spessore del filo deve essere adeguato alla grandezza e alla flessibilità del ramo perciò, conviene disporre di misure diverse. Ricordarsi di avvolgere il filo con una angolazione di 45° (se le spire sono troppo ravvicinate, il filo non tiene) e partire avvolgendo i rami più grossi e arrivando ai più sottili. Se il filo applicato non riesce a tenere il ramo in posizione si può applicare un’altro filo, l’importante è non farli incrociare. Bisogna premettere che a causa della delicata corteccia dell’Acero, la modellatura si ottiene soprattutto attraverso la potatura, quindi l’avvolgimento va applicato solo in casi di assoluta necessità. Il filo, a causa del rapido ritmo di crescita di questa specie, non deve mai rimanere per più di due mesi. Il periodo migliore per avvolgere è la primavera, poiché in inverno, nonostante ci sia una maggiore visibilità della struttura, lo scorrimento della linfa è rallentato, per cui rami e tronco sono poco flessibili e rischierebbero di spezzarsi.
Il periodo migliore per effettuare la potatura degli Aceri è l’inverno: in questa stagione, infatti, il bonsai è senza foglie e si può vedere chiaramente la struttura della pianta, inoltre, la stasi vegetativa evita pericolose perdite di linfa dai tagli effettuati. Soprattutto se il bonsai viene rinvasato, è opportuno effettuare un’adeguata potatura che compensi l’accorciamento delle radici. I rami più grandi di 1/2 centimetro vanno tagliati con la tronchese concava ed i tagli debbono essere medicati con la pasta cicatrizzante, per i rami più piccoli si utilizza la forbice lunga e non è indispensabile medicare i tagli. Mediante la selezione delle gemme e la potatura appropriata dei rami, la nuova germogliazione rispetterà la direzione della gemma scelta. Seguendo un buon schema, sulla base della direzione del ramo principale, i rami secondari e terziari non devono incrociarsi, ma formare una densa e completa rete orizzontale. Una volta formata la fronda, che si ottiene in circa 5 anni, ogni 4-5 anni è necessario potare l’albero energicamente per mantenerne la dimensione e il disegno. In primavera quando si sono sviluppati i nuovi germogli, si pinza lasciando solo 1 o 2 paia di foglie. Se non si intervenisse in questo periodo, i germogli si svilupperebbero liberamente con internodi lunghi, dando luogo ad una crescita disordinata esteticamente sgradevole. La cimatura dovrà proseguire durante tutto il periodo di crescita, con frequenza minore per i rami bassi, che è bene rimangano più lunghi. Sugli esemplari giovani è consigliabile defogliare ogni 2 anni, in maggio/giugno, eliminando tutte le foglie, ma mantenendo il picciolo.Sulla stagione di potatura dell’acero esistono opinioni discordanti: c’è chi dice di potare in inverno e chi dice di farlo in primavera. L’acero va potato lontano dal periodo vegetativo. L’ideale sarebbe farlo in inverno, nelle zone con stagione mite e non troppo rigida o a marzo, prima che si gonfino le gemme. La regola della potatura per alberi come aceri e betulle indica il mese di aprile come periodo ideale per potare. In realtà in questo periodo vanno eliminati solo i rami danneggiati dal gelo o spezzati dal vento invernale. Le altre operazioni per eliminare i ricacci vegetativi alla base si possono effettuare sempre a inizio marzo, prima del rigonfiamento delle gemme. Dopo questa fase è meglio non potare l’acero, perché il legno, in piena attività vegetativa, fa scorrere all’esterno la linfa, impedendo la cicatrizzazione delle ferite. Alcune specie di acero “infestanti” possono essere potate anche tra agosto e novembre. Nella potatura autunnale, in caso di rami secchi, si possono applicare anche degli anticrittogamici. Le ferite vanno, invece, protette con mastice. La potatura primaverile, tra marzo ed aprile, è molto faticosa per la pianta, che in pieno periodo vegetativo si trova a perdere troppa linfa e quindi energia. La linfa scorre proprio dalle ferite assieme a una sostanza zuccherina da cui si ricavano miele e il famoso sciroppo d’acero. In molti Paesi, gli aceri vengono potati proprio durante la stagione vegetativa per ricavare la sostanza da cui si ottiene lo sciroppo. Per ricavare grandi quantità di linfa si potano solo i rami più grossi. L’operazione è molto delicata e va effettuata solo da esperti o produttori di sostanze ricavate dall’acero.
In maggio-giugno si può effettuare la defogliazione, tecnica utile per ridurre la grandezza delle foglie. L’operazione si effettua eliminando tutte le foglie del Bonsai, lasciando solo il picciolo attaccato al ramo. Dopo pochi giorni, la pianta produce nuove foglioline, più piccole delle precedenti, che rendono il bonsai proporzionato e armonioso. La defogliazione è una tecnica che necessita di molta energia, quindi, ricordarsi di effettuarla esclusivamente su piante in perfetto stato di salute, poiché un bonsai sofferente potrebbe non riuscire a riprendere la vegetazione.
Come per la potatura, il periodo migliore per il rinvaso và dalla caduta delle foglie (novembre) al rigonfiamento delle gemme (marzo) prima che spuntino le nuove foglie. L’apparato radicale deve essere ridotto di 1/3 e, se necessario, lo si può liberare completamente dal vecchio terriccio, lavorando “a radice nuda”. Il substrato deve avere un buon drenaggio, ma non deve asciugare troppo velocemente, perciò, non è opportuno usare Akadama assoluta, bensì, un terriccio contenente sostanza organica (tipo Terriccio Pronto). Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l’inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo gli Aceri appena rinvasati.
In primavera, periodo in cui spuntano le nuove foglie, è conveniente tenere gli Aceri in pieno sole: un’adeguata illuminazione permette al bonsai di vegetare con vigore, producendo rami robusti e soprattutto foglie piccole e dal colore intenso. In estate, invece, gli Aceri vanno collocati all’ombra, altrimenti le delicatissime foglie si possono accartocciare sotto i raggi del sole. Oltre a proteggerli dal caldo, per ricreare le condizioni di umidità necessarie a questa pianta, la si può sistemare in un sottovaso riempito di ghiaia mantenuta umida. In autunno, ci si può regolare come in primavera, a meno che non ci troviamo in presenza di una stagione particolarmente calda; in questo caso conviene tenere ancora il bonsai ombreggiato, finché il sole non ha attenuato la sua intensità. In inverno, nelle regioni del sud si possono tenere gli Aceri all’aperto, in pieno sole; mentre nelle regioni del nord, è opportuno ripararli dalle gelate collocandoli in serra fredda, o almeno sotto una tettoia.
L’Acero è una pianta particolarmente “vorace”, quindi, le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre). Essendo anche una pianta sensibile, fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione.
Le patologie alle quali può andare incontro l’Acero sono: Afidi, in primavera, Ragno Rosso in estate, Oidio (mal bianco) in autunno. Una difesa efficace è rappresentata da trattamenti preventivi quindicinali, con un insetticida-acaricida, contro Afidi e Ragno Rosso, seguiti da un anticrittogamico, contro l’Oidio. Per prevenire la formazione del ragnetto rosso, è bene mantenere la pianta in un ambiente ventilato: in caso di attacco intervenire con acaricida.

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