La Serissa (foetida) appartiene alla Famiglia delle Rubiacee. Il genere comprende una sola specie, che è un arbusto sempreverde con molti tronchi alti fino a 60cm, originario dell'Asia sudorientale. Ha tronco rugoso di colore grigio che si schiarisce con il passare del tempo. Le foglie sono molto piccole, ovali, la cui colorazione verde, sempre molto lucida, va dalle tonalità chiare a quelle più scure; in alcune varietà, denominate variegate, le foglie non hanno un colore uniforme: il verde è interrotto da striature bianche o gialle, che danno origine a suggestivi disegni. I fiori che fioriscono da marzo a settembre, sono piccoli, ermafroditi, di colore bianco, quasi sempre semplici ma in alcune varietà doppi. Il suo tronco, che di solito è profondamente inciso, contorto e rivestito da una corteccia squamata di colore beige o grigio chiaro, esteticamente, insieme alla fioritura rappresenta uno dei maggiori pregi di questa specie. Da citare per la sua peculiarità è l'apparato radicale, composto da lunghe radici serpeggianti, che avvinghiano la parte bassa del tronco, conferendogli un aspetto singolare ed affascinante. Non sopporta temperature inferiori a 10°C. Deve il nome "foetida" all'odore sgradevole che emana dopo il taglio delle radici. Proprio per le sue caratteristiche peculiari, la Serissa è particolarmente indicata per la coltivazione a bonsai poiché, con essa, si possono ottenere esemplari molto decorativi. In Giappone e Cina questa specie è largamente diffusa anche fra i principianti che riescono a lavorarla facilmente essendo una pianta robusta e che risponde bene a tutte le tecniche bonsaistiche; si presta molto bene, inoltre, alla modellatura in qualsiasi stile e pertanto lascia ampio spazio di scelta per la sua lavorazione. In Giappone la Serissa viene spesso usata come pianta di compagnia o di contorno nei saikei (paesaggi rocciosi). I cinesi, invece la considerano una vera e propria essenza da bonsai adatta a tutti gli stili e dimensioni, dove spesso è affiancata a rocce e statuine raffiguranti omini, pagode e templi, che ricreano il tipico paesaggio cinese.

Talea: prelevare talee di legno verde a primavera o in autunno, piantarle in sabbia e torba spolverando con ormone radicante e mantenerle poco umide. Le talee da utilizzare sono di due tipi: quelle di legno semi-maturo della fine di agosto e quelle di germoglio, raccolte da primavera a fine estate, anche se sono da preferire le prime, poiché danno maggiori possibilità di successo. Alla fine dell'estate, la crescita dei germogli comincia a rallentare; a tale situazione si associa l'irrigidimento degli steli provocato dall'inizio del processo di lignificazione: proprio questa è la condizione ideale di una talea, poiché rispetto al germoglio verde è più robusta ed ha un diametro maggiore. In pratica ciò che viene prelevato sono i germogli che, non potati dall'autunno precedente, hanno raggiunto una lunghezza di circa 15-20 cm. Da questi germogli si elimina con un rasoio la parte apicale troppo tenera e quella finale eccessivamente dura. Alla porzione di germoglio che rimane vengono tolte le ultime due coppie di foglie, interrandolo poi obliquamente per 2-3 cm. Se il contenitore sarà posto al riparo dal sole, nell'arco di 2-3 settimane le talee radicheranno. Durante questo periodo si deve provvedere a frequenti nebulizzazioni, in modo da mantenere costantemente umido l'ambiente. Insieme all'emissione di nuove radici, si avrà anche la formazione di rametti alla base delle foglioline. Poiché queste nuove pianticelle dovranno attraversare l'inverno, nei momenti di freddo intenso sarà bene ripararle in casa o, se si tratta di varietà da esterno, in serra fredda.
Come già visto, le specie provenienti dalla Cina (Serissa japonica e Serissa di Shangai) durante i mesi invernali vanno collocate all'interno mentre quelle di origine giapponese (Serissa japoníca thunbergii, anche variegata) devono essere poste all'esterno, riparando eventualmente le radici durante i mesi più rigidi. Entrambe, dalla primavera all'estate, vanno posizionate all'esterno al riparo però dai raggi diretti del sole.
20% argilla, 20% sabbia, 60% T.U.
Quotidiana nella stagione vegetativa: irrorare il fogliame giornalmente eccetto quando è in fiore , perché l'umidità scolorisce i petali. Mantenere l'ambiente umido e in inverno (quando le giornate sono brevi il terreno relativamente asciutto).
Potare i rami al momento del rinvaso; durante la crescita cimare i nuovi germogli lasciando solo le prime due coppie fogliari; eliminare le nuove cacciate in autunno; togliere i fiori non appena appassiti. Tutti i rametti secchi presenti all'interno della folta vegetazione, vanno eliminati costantemente durante tutto l'anno.
Vista la crescita lenta di questi arbusti, anche i rametti che appaiono fini, sono in molti casi vecchi e quindi fragili, per cui bisognerà, in caso di necessità ricorrere al filo con i dovuti accorgimenti. Occorre prestare attenzione nella protezione dell'attaccatura dei rami al tronco e alla prima curvatura dei rami. Anche se il momento più opportuno è quello primaverile, poiché il legno in questa fase è meno fragile, non esiste alcuna restrizione per l'applicazione dell'avvolgimento anche durante tutto il resto dell'anno.
Gli esemplari più maturi andranno rinvasati ogni 3-4 anni, mentre bisognerà intervenire su quelli più giovani ogni 1, massimo 2 anni. Il periodo migliore è la tarda primavera, quando ormai la temperatura è assestata sui 15-20 gradi.
Cocciniglia, oidio, afidi, ragnetti rossi., marciume radicale.
Si concima da marzo ad ottobre, escludendo i mesi estivi più caldi e i periodi di fioritura con concimi organici. Le specie da interno vanno comunque concimate moderatamente anche in inverno, all'incirca ogni 45 giorni.

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