Ginepro (Juniperus chinensis)

Descrizione
Famiglia Cupresacee. Il genere comprende circa 60 specie di conifere sempreverdi. Il Juniperus Communis è una conifera sempreverde abbastanza resistente al gelo. Il più conosciuto è il Ginepro cinese (Juniperus Chinensis).
La denominazione Juniperus, che tradotta significa rude o aspro, coniata in un primo momento per indicare un’unica specie, divenne successivamente il nome di un genere appartenente alla famiglia delle Cupressaceae, cui attualmente si attribuiscono circa settanta specie, largamente diffuse nelle regioni temperate e fredde dell’emisfero boreale. In Italia tra i 100 e i 3.500 metri di altitudine è presente lo Juniperus communis; dalla Liguria in giù per tutta la penisola cresce spontaneo lo Juniperus oxycedrus. Alto fino a 20m, originario ovviamente della Cina, con le foglie giovani acuminate e staccate dal ramo, mentre quelle adulte sono invece arrotondate ed aggiunte al rametto. I coni sono inferiori al cm. Si tratta di alberi o arbusti resinosi sempreverdi, i cui rami si sviluppano in ogni direzione, sono abbastanza flessibili. Hanno foglie aghiformi o squamiformi: le prime sono tipiche delle piante più giovani, mentre le seconde prevalgono su quelle più adulte. I Ginepri sono soprattutto dioici, solo raramente monoici. Gli strobili di colore giallino sono provvisti di numerosi stami, ciascuno dei quali ha da 4 a 6 sacche polliniche contenenti non più di cinque semi. Il frutto è carnoso, a forma di bacca, e prende il nome di coccola.
Sicuramente nell’arte bonsai i Ginepri sono tra le piante maggiormente utilizzate: in Giappone e in Cina, lo Juniperus rigida e lo Juniperus chinensis, costituiscono addirittura gruppi a sé stanti nelle esposizioni e nelle collezioni e questo sia per il gran numero di esemplari esposti, sia per la bellezza che li distingue. E' un Bonsai che permette di creare forme ardite e particolari, sconosciute alle altre essenze. Inoltre, la resistenza alle avversità climatiche e di coltivazione, la rendono una pianta facile da mantenere, senza il timore dei “colpi di secco” estivi, o delle forti gelate invernali. Anche nel nostro Paese sono particolarmente diffusi poiché, grazie alla loro adattabilità alle più svariate condizioni, sono piante ideali per la coltivazione a bonsai. Rispondono bene a tutte le tecniche, in modo particolare a quelle legate alla lavorazione della legna secca con le quali gli alberi assumono un carattere forte e suggestivo. A causa della loro lenta crescita i risultati della coltivazione affiorano col tempo, ma attenendosi alle regole di coltivazione e applicando correttamente le tecniche, si otterranno esemplari dalle qualità eccezionali. Il Juniperus sargentii è un cespuglio alto fino a 80cm e largo fino a 3m, originario ovviamente del Giappone. La sua forma prostrata e le dimensioni ridotte lo rendono molto adatto a diventare un Bonsai. Le foglie sono a scaglie verde-blu scuro nelle piante adulte mentre nei soggetti giovani sono aghiformi e profumate di canfora. I coni sono minuscoli e blu-neri.
Applicazione del filo: il processo di formazione si completa mediante l’avvolgimento, che si effettua con filo di alluminio ramato o di rame, da applicare direttamente sulla corteccia se il ramo non è molto rigido; in caso contrario è meglio prevedere una protezione, avvolgendo prima la ramificazione, sui cui va applicato il filo, con della rafia inumidita. L’epoca adatta per questa operazione è l’inverno (da ottobre a febbraio). Il filo può essere lasciato anche per lungo tempo, ma va rimosso tempestivamente non appena comincia ad incidere la corteccia per evitare che poi si formino antiestetiche cicatrici. Quando si decide di applicare il filo, è consigliabile non annaffiare il bonsai il giorno precedente, in modo da avere rami più flessibili.
Propagazione: TALEA: SEME: prelevare i semi in autunno e tenerli al caldo. Seminare in primavera dopo averli incisi per facilitare l'uscita dell'embrione, piantandoli in torba e sabbia. La nascita della piantina è molto lenta, anche 1 anno. Trapiantare l'anno dopo.
Tipo: sempreverde.
Terriccio: 40% sabbia, 30% argilla, 30% T.U. L’akadama può sicuramente essere considerata come il terriccio migliore per questa specie.
Innaffiatura: la terra deve rimanere sempre leggermente umida, evitando sia di annaffiare eccessivamente, sia di far mancare l’acqua. È utile applicare anche una vaporizzazione quotidiana sugli aghi e sui rami, preferibilmente nelle prime ore della giornata, o verso mezzogiorno in inverno. Attenzione a non lasciarsi ingannare dal fatto che in natura vivano in terreni quasi aridi, i Ginepri hanno sempre bisogno di una certa umidità per crescere in modo vigoroso. L’annaffiatura va eseguita con cura e spirito di osservazione; il terriccio va irrigato abbondantemente con un annaffiatoio provvisto di soffione a fori sottili, quando si presenta quasi asciutto, ripetendo l’operazione due o tre volte a distanza di qualche minuto, per fare in modo che il substrato assorba completamente l’acqua versata. Inoltre, come gia detto, sono molto salutari le spruzzature sulla chioma effettuate con un nebulizzatore, soprattutto se la pianta vive in un luogo coperto. Naturalmente, al fine di eliminare la schiavitù derivante dal dover nebulizzare spesso il bonsai, si può optare per la collocazione in un sottovaso riempito di ghiaia mantenuta umida.
Esposizone: la collocazione ideale, come facilmente intuibile, è esterna, in luogo ben ventilato e soleggiato. Va protetto unicamente dagli eccessi di calore e dal freddo molto intenso. Difficilmente queste piante presenteranno problemi dovuti alle condizioni atmosferiche, poiché in natura si sviluppano anche in zone particolarmente impervie, sottoposte alle più avverse condizioni climatiche, che anziché danneggiarle, ne esaltano il loro particolare carattere forte e maturo; leggera ombra in estate. Come per tutte le conifere (Pini, Cedri, Abeti, ecc.) è buona norma collocare il Ginepro a cielo aperto, in modo che la rugiada notturna inumidisca la chioma; se l’ambiente invece è coperto, si dovranno effettuare delle nebulizzazioni con acqua sulla vegetazione. Un fattore importante, da tener presente per avere uno sviluppo sano e armonioso di questa pianta, e che l’ambiente sia luminoso e ben ventilato.
In primavera, periodo in cui spunta la nuova vegetazione, è conveniente tenere il bonsai in pieno sole: un’adeguata illuminazione permette alla pianta di allignare con vigore, producendo rami robusti, scaglie (foglie) piccole, vegetazione compatta ed uniforme.
In estate, come per gli altri bonsai, è preferibile collocarlo in una posizione semiombreggiata, oppure, si può continuare a tenerlo esposto al sole, a patto di coprire i vasi per non far surriscaldare l’apparato radicale, il quale, a differenza della chioma, non sopporta il caldo; infatti, se la temperatura del terreno supera i 40 gradi, si rischia un blocco delle funzioni a livello delle radici, con il pericolo concreto di andare incontro ad un marciume radicale.
In autunno, ci si può regolare come in primavera, esponendo il bonsai in pieno sole così da permettergli di vivere in salute il periodo vegetativo che, nelle regioni del centro-sud si protrae da settembre a novembre.
In inverno, i Ginepri, possono essere tenuti tranquillamente all’esterno; avendo l’accortezza, se si vive nelle regioni del nord, di proteggere il vaso dalle gelate, poiché come già detto, la radice è la parte più sensibile agli sbalzi di temperatura.
Potatura: bisogna distinguere due tipi di potatura: quella di formazione e quella di mantenimento. Nel primo caso la potatura serve per eliminare tutte le crescite indesiderate, per mantenere uno sviluppo ed un equilibrio armonico delle diverse parti, in base alla forma che si intende raggiungere. La potatura drastica dei rami primari si può effettuare durante i mesi di riposo vegetativo, soprattutto tra febbraio e marzo del terzo o quarto anno di vita della pianta. Alla potatura drastica è comunque sempre preferibile quella graduale e progressiva. La potatura di mantenimento di un Ginepro ben formato consiste essenzialmente nell’eliminare tutti i germogli che nascono sul tronco e nell’accorciare quelli sui rami principali. Quando si vuole ringiovanire una parte della pianta, si mantengono uno o più germogli nuovi. I Ginepri vegetano continuamente dall’inizio della primavera fino all’autunno, pertanto bisogna pinzare durante tutta la stagione di crescita. Si prende tra le dita ciascun ciuffetto di vegetazione e si spezzano delicatamente le scaglie nuove che fuoriescono dal profilo a forma di ventaglio. Questa pinzatura favorisce lo sviluppo di germogli laterali, per cui occorrerà ripetere varie volte la stessa operazione. Dirigendo il vigore dell’albero verso l’interno, si ottengono palchi folti di vegetazione in breve tempo. A seguito delle potature drastiche del fogliame o dell’avvolgimento, l’albero può produrre foglie a forma di ago. L’albero recupererà la sua forma naturale, se non si interviene eliminando questi germogli ad aghi, quindi si seguirà il normale ritmo di coltivazione, fino a che non riappariranno germogli a forma di scaglie; non bisogna cedere alla tentazione di eliminarli perché se ne favorirebbe l’ulteriore sviluppo. Come per la maggior parte dei bonsai, il periodo migliore per effettuare la potatura è l’inverno: stagione di riposo vegetativo. Inoltre, per far sì che la pianta si riprenda velocemente dal trauma della potatura, conviene effettuare l’operazione quando è ancora nel vaso da coltivazione, rimandando il trapianto nel vaso definitivo all’anno successivo. L’operazione si effettua con la tronchese concava. La scelta delle branche da accorciare o da eliminare dipende dallo stile del bonsai; in ogni caso vanno eliminati i rami che sviluppano in senso verticale, quelli che si incrociano, o che crescono verso l’interno e quelli che nascono sotto la base di un’altro ramo; inoltre, in presenza di rami contrapposti o paralleli, uno dei due va tagliato. Dopo aver effettuato la potatura, ricordarsi di medicare i tagli nei casi più rilevanti.
Rinvaso: ogni 2-3 anni. L’epoca ideale per trapiantare i Ginepri è la metà primavera, nel momento in cui le gemme iniziano a gonfiarsi. Le piante giovani, in fase di crescita, si trapiantano ogni 2 anni, mentre quelle già formate ogni 4/5 anni. In entrambi i casi, durante la potatura delle radici bisogna intervenire con molta cura su quelle fini per non comprometterne il loro importantissimo sviluppo. L’apparato radicale deve essere ridotto di 1/3 eliminando le radici grosse e viceversa, mantenendo le radici capillari, le quali vanno solo leggermente accorciate. L’intervento va realizzato nel minor tempo possibile, in un ambiente fresco e senza vento; questo per evitare il disseccamento dei capillari che, come gia detto, sono da preservare accuratamente. Il substrato deve avere un perfetto drenaggio, perciò, si può utilizzare la terra Akadama. Ricordarsi di rinvasare solo piante in buona salute e, se l’inverno è particolarmente rigido, proteggere dal gelo i bonsai appena rinvasati.
Problematiche: cocciniglia, ragnetto rosso. I Ginepri sono piante generalmente forti, non particolarmente soggette ad attacchi parassitari. Bisogna in ogni caso fare attenzione ad afidi, cocciniglia e ragnetto rosso, cercando di prevenire eventuali attacchi attraverso una collocazione ottimale (luminosa e ventilata) e con frequenti nebulizzazioni della vegetazione.
Concimazione: le concimazioni devono essere costanti per tutto il periodo vegetativo (marzo-giugno e metà agosto-metà ottobre). Fare attenzione a non esagerare con le dosi e usare preferibilmente fertilizzanti a lenta cessione.

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  Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic  
Concimazione                   In polvere a primavera, liquido a ottobre
Annaffiatura Poca
Potatura                        
TaglioGermogli                  
Filo             Non applicarlo se l'albero è stato rinvasato
Defogliazione                         Non defogliare
Esposizione Mai sotto i 10°CBuona resistenza ai freddi normali
Rinvaso